Santon si riscopre in bianconero

Dopo il nerazzurro dell’Inter, Davide è ora in forza al Newcastle, dove a un inizio difficile ha fatto seguito il ritorno a titolare nell’11 di Pardew. Ora, il “bambino”, rivuole la Nazionale

santon

Davide Santon nasce a Portomaggiore (Ferrara) il 2 gennaio 1991 e dall’età di 8 anni comincia la sua carriera calcistica. Nelle giovanili del Ravenna dal ’99 al 2005, Davide acquisisce tecnica e corsa, qualità che lo portano ad essere notato dall’Inter all’età di 14 anni. Esterno d’attacco, valido sia a destra che a sinistra, a volte utilizzato in attacco, il baby prodigio progredisce a vista d’occhio e gli osservatori nerazzurri lo portano alla Pinetina. Cresce in altezza e la stazza fisica aumenta, sa dribblare e va forte, vince un campionato nazionale Allievi con la Beneamata, raggiunge la finale scudetto nel torneo Primavera e nell’estate 2008 compie il grande salto in prima squadra, l’Inter di Mourinho.

GLI ESORDI E L’ESPLOSIONE – Esordio a 18 anni appena compiuti in serie A, il 21 maggio 2009, in Inter-Roma (2-1) di Coppa Italia. Qualche giorno ed è ancora titolare in Inter-Sampdoria (1-0), tutto fa pensare che il futuro della fascia interista sia suo. E’ proprio Mourinho a parlarne bene in ogni occasione, e attorno a Santon si crea movimento: “Il ragazzo può farcela, ha tutto per diventare un grande terzino”, dice la gente. “Avevo detto che era un predestinato, e ora che l’ho visto dal vivo lo confermo: è esattamente così”, dice Marcello Lippi, che alla fine di quella stagione lo chiama in Nazionale maggiore dopo averlo visto contribuire alla vittoria dello scudetto interista. Le presenze in maglia nerazzurra aumentano, anche quelle in Champions League, tanto che la Uefa lo inserisce tra i dieci giovani più interessanti della competizione, ma l’anno successivo le cose cambiano.

MENISCO MALEDETTO – Trova poco spazio e il 17 novembre (quando si dice un numero sfortunato…) il suo menisco fa crack e la stagione è pregiudicata. La squadra intanto vince il Triplete ma Davide è ai margini e all’arrivo di Rafa Benitez lo spazio per lui in campo è sempre meno. Riesce a ritagliarsi uno spezzone nella semifinale del Mondiale per Club, ma è poca roba. Nel mercato di gennaio Santon cambia aria e viene ceduto in prestito al Cesena, scambiato con Nagatomo. Le sue prestazioni nella terra vicino a casa non convincono né il Cesena né l’Inter, ed ecco allora che il viaggio di Davide si allunga. Nell’estate 2011, dopo aver svolto la preparazione con l’Inter, vola in Inghilterra, a Newcastle, a titolo definitivo.

TITOLARE IN BIANCONERO – Esordisce il 16 ottobre e poi sparisce dal campo perché, a detta del suo tecnico “non ancora pronto”. Passano due mesi e torna sull’erba, nel match perso 4-2 contro il Norwich City, e da lì in poi la sua presenza diventa una costante nell’11 titolare di Alan Pardew. Nel frattempo, dopo la comparsata in Nazionale con Marcello Lippi in panchina (giugno 2009, Italia-Irlanda del Nord) e dopo il successivo anno di lontananza dalla maglia azzurra, ritrova il suo posto nella rappresentativa con Cesare Prandelli (era il novembre 2010), ma dopo quella volta non se ne hanno più tracce, almeno in prima squadra. Nella Under21 di Ciro Ferrara però Davide continua a essere convocato e gioca ottime partite, diventandone il capitano.

DAVIDE, C’E’ DA CREDERCI – A soli 21 anni, Davide Santon non può ma deve essere il futuro del nostro calcio e, se il fisico glielo permetterà, siamo sicuri che presto, oltre a vederlo in Nazionale, probabilmente lo rivedremo nel Belpaese a sgroppare sulle fasce della serie A. Lui dice di voler aspettare perché ora in Inghilterra sta benissimo, come dargli torto, ma il richiamo della madre patria si fa sentire per tutti, o quasi.