12 Dicembre 2012 di RedazioneIntervistaTI

BeSport, un modo diverso di vivere lo sport

Intervista a Emanuela Grussu, Ceo di BeSport, che ci presenta il progetto presentato a Roma lo scorso novembre. Un network per gli sportivi di ogni livello, età, specialità
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Foto tratta da www.facebook.com
Da cosa nasce l’idea di BeSport?

“L'idea di Be Sport ha radici nella mia passione per lo sport, nata quasi per caso, quando durante i miei studi, ho fatto il primo stage per un’organizzazione sportiva. A parte la forte motivazione professionale che nutrivo, rimasi colpita dalle persone conosciute in quel periodo che mi hanno insegnato ad unire l’impegno del lavoro alla passione per lo sport. Quando ho incontrato Giovanni e Ciro, che provengono da studi informatici e di sviluppo web, ho capito che quella forte energia alimentata dalla passione, poteva essere condivisa e trasmessa attraverso strumenti concreti.  Hanno così tradotto tutte le mie idee in lunghi testi di linguaggio elettronico. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo provato, per quanto complicata e sotto certi aspetti velleitaria potesse apparire, almeno sulla carta, un'iniziativa imprenditoriale intrapresa in questi tempi difficili da tre giovani ragazzi, a cambiare il mondo dello sport per farlo diventare come a noi piace".

In quanto tempo credete che un progetto del genere possa attecchire nelle persone, nel pubblico?
"Dopo un anno di versione beta riservata di Be Sport, abbiamo aperto gli strumenti al pubblico da poche settimane. Dal prossimo anno sono in programma una serie di attività di marketing e progetti in partnership finalizzati a coinvolgere il mondo sportivo. Crediamo che nel giro di un anno lo strumento si possa affermare a livello nazionale".

La cosa particolare è che vi dedicate a tutti gli sport. Cercherete di tirare in mezzo quindi tutte le federazioni? Per ora quali sono quelle che hanno aderito?
"Siamo partiti con il progetto pilota insieme alla Federazione Italiana Triathlon con la realizzazione di un lavoro di comunicazione, condivisione e promozione avvalendoci delle potenzialità offerte dal Web 2.0. Per circa nove mesi abbiamo affiancato il nostro team ai responsabili degli uffici federali con i quali abbiamo costruito e confezionato delle applicazioni ad hoc alle loro esigenze. C'è stata molta disponibilità da parte della federazione e in particolar modo un forte affiatamento con Leonardo Zizzi, responsabile Ufficio Marketing FITRI, con il quale abbiamo lavorato per tutto il periodo. L'obiettivo dell'esperimento è stato quello di individuare le esigenze delle società sportive coinvolte al fine di poter sviluppare strumenti adeguati.
Oggi, nella fase di sperimentazione e attuazione del "progetto pilota", la nostra piattaforma è pronta ad accogliere tutte le altre federazioni nazionali con l'intento di fornire ai tesserati ed alle società un nuovo strumento gratuito di condivisione e promozione finalizzato alla diffusione dello sport". 

Besport sarà una raccolta di news e insieme una community dove la gente si potrà “incontrare”?
"E non solo. Con Be Sport segui la tua squadra del cuore e quella in cui ti alleni, gli sport che ami e che pratichi, gli eventi che ti appassionano e quelli dove sarai protagonista, tifi i tuoi idoli così come i tuoi compagni di squadra, resti aggiornato con le grandi testate di informazione e con i blog dei tuoi amici. Inoltre hai la possibilità di costruire e modificare il tuo flusso personalizzato di informazioni sportive, scegliendo solo quello che rientra nei tuoi interessi (sport, squadre, argomenti, federazioni, società, rubriche, giornalisti, fonti e tag)".

Ma perché fare una cosa del genere sullo sport? Non pensate che la potenza di Facebook dal punto di vista delle relazioni sia pressoché insuperabile?
"L'idea è di creare uno spazio sportivo professionale... evitando 'gatti che ballano' e 'le foto del mio amico ubriaco' nel mio flusso di informazioni, comunicazioni e interazioni inerenti le mie passioni sportive. Crediamo nella verticalizzazione delle community come strumento di grandi opportunità, soprattutto quando queste permettono uno sviluppo utile e innovativo di cui ne può godere l'utente finale".

Qual è la marcia in più di Be Sport?
"La marcia in più di Be Sport? Le persone! Le potenzialità e le prospettive di Be Sport le abbiamo colte, e continuiamo a farlo, nel momento in cui raccontiamo agli esperti e ai professionisti dello sport quali possono essere gli strumenti utili nel loro settore. E grazie ai loro preziosi suggerimenti ci piace confezionare dei validi strumenti cuciti su misura che ancora non si trovano on line. Ognuna di queste persone, infatti, ha subito aderito con entusiasmo alla nostra iniziativa, quando era ancora in fase di gestazione, avvicinandosi a Be Sport con una idea, con un suggerimento o semplicemente con un consiglio che noi abbiamo accolto e trasformato in quello che attualmente sono le applicazioni di Be Sport”.

Per voi, Be Sport, è un lavoro remunerativo o ancora un progetto? 
"Be Sport è in fase di startup. Nonostante siano arrivate alcune proposte interessanti a seguito della nostra conferenza stampa, preferiamo procedere con il nostro piano programmatico. Crediamo fortemente nella nostra idea e nelle nostre potenzialità".

Tanti siti e organi di stampa vi stanno seguendo, siete sotto gli occhi di tanta gente, sentite la pressione di dover raggiungere un traguardo?
"La Conferenza Stampa è stata per noi il primo traguardo, un giorno importante che abbiamo voluto condividere con i nostri amici e con le collaborazioni più strette (Coni Lazio, Unione Stampa Sportiva Italiana, Federazione Italiana Triathlon, AdnKronos e Dott. Sergio Lupo). E' stato il giorno in cui abbiamo festeggiato la nascita di Be Sport, quindi assolutamente nessuna pressione ma, anzi, è stata una giornata molto divertente".
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