5 Febbraio 2014 di Marco BarzizzaBig

Nadia Fanchini: "Sono in debito con la fortuna"

Intervista, uscita su Eurosport.it, alla sciatrice che a Sochi proverà a riprendersi quel che sfortuna le ha tolto, quando 4 anni fa non le consentì di partecipare alle Olimpiadi di Vancouver
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Foto tratta da ilmiopensiero.forumcommunity.net
Intervista uscita su Eurosport.it

Di passaggio, a 19 anni, Nadia Fanchini all'Olimpiade c'è già stata, ma il ricordo forse più vivido è quello maledetto del 2010, quando a Vancouver non poté andare per via di un grave infortunio alle ginocchia. Oggi, a due settimane da Sochi e nel vivo della Coppa del Mondo, Nadia sa che ci potrà riprovare e il suo 2013 dimostra che le possibilità per divertirsi (e divertirci) ci sono e lei, in più, vanta anche un bel credito con la fortuna. L'abbiamo intervista, per avvicinarci insieme a lei alla competizione a cinque cerchi.  

Il 2013 è stato un anno positivo, soprattutto per quell'argento in discesa libera ai Mondiali di Schladming, si può fare meglio?
“Non so se si più fare meglio, perché dopo una medaglia mondiale è difficile confermarsi. Sicuramente per me è stato il traguardo più bello dopo tutti gli infortuni e i vari stop avuti in carriera la soddisfazione di farcela nonostante la sfortuna e la dura salita che ho affrontato per tornare è stato il traguardo più bello”.

Sarà la prima Olimpiade da grande, sei pronta? Emozionata?
“Ho partecipato alle Olimpiadi di Torino all'età di 19 anni, è stata una delle esperienze più belle della mia vita, il sogno di qualsiasi atleta. Purtroppo non sono stata a Vancouver perché la settimana prima della partenza mi feci male ad entrambe le ginocchia quindi non vedo l'ora di tornare a gareggiare in questo magnifico evento”. 

Il mese pre-olimpico è pieno di gare, poco tempo per allenarsi?
“In quest'ultimo mese abbiamo seguito il programma di Coppa del Mondo e ogni settimana, sino al 2 febbraio, siamo impegnate con quel calendario quindi per me non ci sono stati né ci saranno allenamenti specifici. Mi preparo come ho sempre  fatto alle gare”.

Da quel brutto infortunio nel 2010 che ti ha impedito di partecipare alle Olimpiadi di Vancouver, come hai passato questi quattro anni (cosa pensavi, la voglia di rivalsa)?
“Il fatto di essere fuori dai giochi a Vancouver mi ha fatto male perché mi sentivo  molto bene, ero reduce da un podio ed ero pronta per affrontare al meglio quell'Olimpiade. Mi sento un po' in credito con la fortuna e in questi anni mi sono preparata al meglio per poter essere competitiva in questo evento”

Oggi il tuo approccio a questo periodo, a questo importante evento, qual è?
“Sinceramente in questo periodo sono molto concentrata sulla Coppa del Mondo e alle Olimpiadi non ci penso ancora. L'emozione inizierà quando arriverò a Sochi, mi era successo anche a Torino. E' tutto surreale finché non ci sei dentro”.

Il fatto che anche le tue sorelle siano sciatrici e che Elena abbia condiviso tante esperienze sulle piste con te ti ha aiutato?
“È molto bello condividere emozioni così forti con le persone che più ami al Mondo, è una gioia andare in giro e condividere tante belle cose con le mie sorelle anche sé non è sempre facile. Ho passato duri periodi quando ho assistito ai loro infortuni, non è per niente facile e si rischia di soffrire molto”.

A 27 anni a che punto è la tua carriera?
“Sono molto soddisfatta della mia carriera, ho affrontato tanti stop e tanti infortuni e ho avuto la fortuna di fare 9 podi in Coppa del Mondo, una vittoria e due medaglie mondiali. Tanta sfortuna ma anche tanta soddisfazione insomma”.

Hai già un'idea di come vorresti fosse la tua vita a fine carriera (famiglia, futuro)?
“Non ho mai pensato a quello che farò a fine carriera, vivo il presente e cerco di fare il meglio nel momento che sto passando ora, credo ci sarà tempo per pensare al futuro”.

Intervista realizzata prima del 30 gennaio data di inizio del "silenzio olimpico".
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