30 Aprile 2012 di Marco BarzizzaBig
Cos’hai trovato di particolarmente positivo in questa società?
“Sicuramente è la società più organizzata e, in quanto tale, più vicina ad altri sport come il calcio, in cui abbia giocato”.
Nato a Rapallo, la pallanuoto è stata una scelta quasi forzata?
“Da noi in Liguria tutti i bambini cominciano a giocare a pallanuoto, prima al mare e poi spesso in piscina”.
Eccetto
Posillipo hai sempre giocato vicino a casa, ti è andata bene che hai
trovato uno sport che in Liguria va fortissimo. Avresti avuto difficoltà
a spostarti magari all’estero?
“Non nascondo il desiderio magari un giorno di fare un’esperienza all’estero”.
Da piccolo facevi altro o sei subito partito col nuoto o la pallanuoto stessa?
“La pallanuoto ha sempre fatto parte della mia vita, ho cominciato all’età di 7 anni e non mi sono più fermato”.
Hai vinto praticamente tutto, manca solo la medaglia Olimpica. Qual è il pensiero verso Londra?
“Un pensiero stupendo…”.
Sarete la Nazionale da battere molto probabilmente, senti già la pressione?
“E’
normale che la pressione ci sia, sia perché si tratterà di
un’Olimpiade, sia perché saremo la squadra da battere. Ma questo non ci
distoglierà dalla nostra preparazione e concentrazione.
Non pensi che uno sport come la pallanuoto, che tanto ha dato all’Italia, sia troppo relegato alla nicchia nel nostro paese?
“Purtroppo
questo è uno scenario molto frequente in un’Italia dove il pallone la
fa da protagonista. Ma è proprio attraverso i risultati che noi possiamo
e dobbiamo dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che la pallanuoto
continuerà a dare molte soddisfazioni all’Italia”.
Federica
Pellegrini ha rifiutato di fare la portabandiera dell’Italia alle
Olimpiadi per via delle gare il giorno dopo la cerimonia, scelta
condivisibile o no. Tu come ti saresti comportato nella stessa
situazione?
“Per me rappresentare la mia nazione in un momento
cosi importante e simbolico sarebbe un onore, ma posso anche capire le
necessità di un’atleta come Federica Pellegrini”.
Ho visto sul tuo blog che sei molto attento al sociale, alla beneficenza, vero?
“Chi ha la fortuna di fare lo sportivo a questi livelli, non può non provare a restituire qualcosa a chi non ha niente”.
Per
un giocatore che ha vinto tanto come te, che cosa pensi ti abbia dato
la pallanuoto in tutti questi anni?
“Sicuramente ho imparato a non abbattermi nei momenti difficili e a provare sempre a ripartire”.
Non so molto della tua vita privata: sei sposato, hai figli?
“Ho una fidanzata e un domani spero di avere dei figli”.
Ti piacerebbe che un giorno diventassero dei pallanuotisti?
“Ah..chi lo sa.. Sicuramente spero di trasmettergli la passione sana per lo sport, che sia la pallanuoto o un altro”.