7 Giugno 2018 di Chiara BelcastroEsclusive

Signorile: "Dell’Italia mi è mancato tutto: i tifosi, i fan, i palazzetti stracolmi di gente"

Reduce dall'esperienza nel campionato rumeno e fresca di vittoria di Scudetto e Coppa di Romania, la palleggiatrice azzurra ripercorre con Intervista Sportiva alcune tappe della sua carriera lasciando alla Nazionale la porta sempre aperta.
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Noemi Signorile, tratta da Panorama
Partiamo dalla notizia degli ultimi giorni: “Noemi Signorile è nuova giocatrice del Rc Cannes”.
"Penso che Cannes “La Legende” sia un’esperienza esaltante. Mi sembra la Foppapedretti del campionato francese. Sono lanciatissima nel fare nuove esperienze, confrontandomi con altre realtà molto diverse dal campionato italiano. Sicuramente mi arricchirà ulteriormente, ritrovo un allenatore che conosco e qualche compagna di squadra che ha militato nel nostro campionato. Sono molto contenta e non vedo l’ora di iniziare".

Nei due anni a Bergamo hai vinto Scudetto e Supercoppa Italiana e come maestra avevi Eleonora Lo Bianco. Come definiresti l’esperienza bergamasca?
"Ero ancora una ragazzina ed è stato fantastico. Essere in un club così blasonato e avere avuto   come compagne di squadra atlete del calibro di Lo Bianco e Piccinini è stato un sogno realizzato. Ho vissuto letteralmente in un turbinio di emozioni perché mi sono ritrovata a ricoprire il ruolo di palleggiatrice titolare (a causa dei problemi di salute di Eleonora Lo Bianco) per tutto il girone di andata e parte del ritorno, con la squadra posizionata in cima alla classifica. Ho avuto anche la possibilità di disputare, sempre da titolare, il Mondiale per Club a Doha.  Grazie a Bergamo sono stata catapultata nella pallavolo che conta".

Dal 2014 al 2016 vesti la maglia di Novara e, da regista titolare, arrivi alla vittoria della Coppa Italia. 
"A Novara ho trascorso due stagioni tra loro molto diverse. La prima è stata esaltante e ci ha portato la vittoria della Coppa Italia e la Finale Scudetto persa, purtroppo, al fotofinish. La seconda stagione la definirei ardua".


Hai mai avuto uno o più momenti in cui avresti voluto mollare tutto? 
"Mollare tutto? Mai, non ho mai mollato, ho sempre combattuto. Alcune situazioni mi hanno profondamente amareggiata. La mia caparbietà mi porta ad andare fino in fondo alle cose che faccio e alle situazioni che vivo. Molte volte la gente scambia la buona educazione e la gentilezza per debolezza, ma non è il mio caso".

Ci descrivi con un aggettivo ciascuna le esperienze di Bergamo, Novara e Busto Arsizio?
"Bergamo: esaltante.  Novara: arduo.  Busto Arsizio: sfaccettato".

Quali sono state le motivazioni che ti hanno portato a lasciare l’Italia per affrontare la tua prima esperienza estera? 
"Dopo dieci anni di militanza nel volley italiano, avevo voglia di confrontarmi in un contesto estero e diverso...e così eccomi al CSM Bucarest".

Direi un’annata più che vincente: Campionato e Coppa di Romania. 
"Come anticipato, questa è stata la mia prima esperienza all’estero e la definirei molto interessante. Il campionato è diverso dal nostro, le squadre di livello sono solamente tre/quattro. Le trasferte sono da paura, con ore e ore trascorse in pullman per il viaggio. Le compagne di squadra sono state tutte carinissime; i tifosi, nonostante in Romania lo sport più seguito sia l’handball, erano sempre presenti e durante le partite in casa non hanno fatto mai mancare il loro supporto. Abbiamo dominato il campionato rumeno terminandolo con diversi punti di distacco dall’Alba Blaj, la squadra che ha disputato la finalissima di Champions League contro il VakifBank di Guidetti.  Questa stagione mi ha portato il secondo scudetto e la seconda coppa nazionale della carriera. È stata sicuramente un’esperienza che mi è servita sia a livello professionale sia di vita".

Cosa ti è mancato maggiormente del Bel Paese?
"Dell’Italia mi è mancato tutto: i tifosi, i fan, i palazzetti stracolmi di gente. Non a caso, l’Italia è definita il “Bel Paese”; la bellezza e la competitività del campionato italiano non ha eguali e, devo ammetterlo, mi sono proprio mancati".

Qual è il sogno di Noemi, pallavolisticamente parlando?
"Continuare a giocare a pallavolo, senza sosta, divertendomi finché potrò e riuscirò".

Il 15 luglio festeggerai un anno di matrimonio. Come ti vedi tra dieci anni?
"Tra dieci anni? Con una famiglia ma sempre nel mondo dello sport, chissà, magari come giornalista o commentatrice sportiva".

Quale consiglio ti sentiresti di dare ai genitori delle “nuove leve”?
"Il mio consiglio è quello di supportare i propri figli, incoraggiandoli nelle scelte senza essere troppo   invadenti. Lasciarli liberi di fare le proprie esperienze come hanno fatto i miei genitori con me".
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