29 Dicembre 2017 di Chiara BelcastroEsclusive

Mori: "Bergamo è stata una seconda casa, Béziers scelta giusta per il futuro"

La palleggiatrice slovena classe 1996, capitana nella nazionale U23 argentata al recente mondiale ci ha parlato del suo volley, delle sue maestre e del suo presente in Francia.
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Eva Mori, foto tratta dal suo profilo Facebook
Inauguriamo il 2018 con una nuova intervista dal mondo del volley. Eva Mori - 22enne slovena - dopo tre anni trascorsi al Volley Bergamo ed il premio individuale al mondiale U23, si è tuffata nell'avventura francese portando con sé un bagaglio pallavolistico e personale di notevole spessore.

Campionato mondiale Under-23 2017: miglior palleggiatrice, medaglia d’argento e capitano della Nazionale. Alla vigilia dell’evento, ti saresti aspettata un tale risultato? 
"Sinceramente alla vigilia del Mondiale il mio obiettivo era quello di vincere almeno una medaglia. Alla fine abbiamo vinto l'argento e di questo sono più che contenta. Il premio di miglior palleggiatrice è stato il coronamento del mio duro lavoro in questi anni".

Durante il torneo è stato sperimentato dalla FIVB un nuovo sistema punteggio (set ai 15 punti, 4/7 set per la vittoria). Cosa ne pensi del nuovo modello? 
"Ad essere sincera, il nuovo sistema di punteggio non mi è piaciuto più di tanto, opterei per il mantenimento di quello attuale. Non mi ha soddisfatta perché i set duravano troppo poco e perché se si andava sotto di 2-3 punti era difficile recuperare e provare a vincere il set".

In Italia hai indossato la prestigiosa maglia del Volley Bergamo. Quanto è stato importante avere avuto come maestra una giocatrice del calibro di Eleonora Lo Bianco? 
"Siamo sempre state una squadra unita, eravamo legate sia in campo che fuori e questo era molto importante, c'era un mix tra giovani ed esperte che contribuiva a creare armonia tra noi, per questo sono molto felice di aver trascorso tre anni a Bergamo. Sono orgogliosa di avere indossato la prestigiosa maglia di questa squadra, Bergamo è stata la mia seconda casa. Essere cresciuta a fianco di Eleonora Lo Bianco è stato molto importante per me. Sono stata fortunata ad aver avuto la possibilità di averla vicina sia per i consigli sia perché era un aiuto costante, in campo e fuori. È una persona fantastica, da lei ho imparato tantissimo e la ringrazio per tutto quello che mi ha insegnato in questi tre anni".

Nel febbraio 2017 il Volley Bergamo ha pubblicato una doppia video intervista realizzata da te e Miriam Sylla nella quale avete dimostrato un grande affiatamento. Pensi che sia importante riuscire a creare un buon gruppo anche fuori dal campo? 
"Certo, penso che sia fondamentale avere un buon rapporto sia dentro che fuori dal campo. Per vincere non basta solo il talento ma bisogna sapersi aiutare in momenti di difficoltà e sapere di avere compagne pronte a sostenerti in ogni istante. Bergamo mi ha dato l'opportunità di conoscere moltissime compagne con cui ho condiviso momenti belli e brutti. Sicuramente la compagna con la quale ho legato di più è mia sorella Miriam Sylla. A causa della distanza e degli impegni non è facile rimanere in contatto con tutte le ex compagne, però, grazie l'uso dei social network, le distanze di assottigliano e riusciamo a sentirci spesso anche se non giochiamo più insieme. Sono sincera, mi mancano tantissimo".

Questa stagione sei passata al Béziers. Quali differenze hai notato col campionato italiano? 
"Sono molto soddisfatta di quest’avvio di stagione. Qua mi trovo molto bene e per ora penso di aver fatto la scelta migliore per il mio futuro. Siamo seconde in classifica e nel girone d'andata abbiamo perso solo una partita. Le differenze tra i due campionati sono sostanzialmente due: in Italia ci sono tante squadre di alto livello invece in Francia lo sono solamente le prime 5-6; in Italia le azioni durano più a lungo perché ci sono giocatrici più tattiche mentre qua il punto si chiude abbastanza in fretta".

Se ti chiedessero il tuo sestetto ideale...?
"Senza dubbi: Eleonora Lo Bianco-Ekaterina Gamova, Milena Rasic-Stefana Veljkovic, Mireya Luis- Kim Yeonkoung, Paola Cardullo".

Come ti vedi tra 10 anni?
"Tra dieci anni mi auguro di vedermi ancora in campo a disputare partite di alto livello".
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