28 Settembre 2017 di Fabio SacchiEsclusive

Brian Sacchetti: “A Sassari anni indimenticabili, ma ora penso a Brescia”

Nonostante sia difficile dimenticare sette intensi anni in Sardegna, il figlio di Meo Sacchetti racconta della sua scelta e del voler mettersi a disposizione della nuova squadra con un occhio al ritorno nell'isola da avversario.
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Foto Basket Brescia Leonessa

Dopo sette intensi anni a Sassari, durante i quali ha vinto un campionato italiano (2015), due coppe Italia (2014 e 2015) e una supercoppa Italiana (2015), l’ala piemontese ha deciso di accettare l’offerta della Leonessa Brescia, lasciando così quella che ormai definisce la sua “seconda casa”. La possibilità di tornare nell’isola c’è, ma per ora Brian vuole concentrarsi esclusivamente sulla sua nuova squadra e sulla stagione ormai alle porte, con l’obbligo di migliorare ogni giorno di più.


Dopo sette intensi anni con la Dinamo Sassari hai deciso di cambiare aria e di andare a Brescia. Che cosa ti ha spinto a questo cambiamento?

"Penso che, dopo tanti anni in una squadra dove abbiamo vinto tutto quello che c’era da vincere, un giocatore senta dentro di sé il desiderio di cambiare aria sia da un punto di vista personale che professionale. Io mi sentivo non ti dico arrivato, perché ho sempre pensato alla Dinamo come la squadra di tutta una vita, però sono giunto al momento di pensare di trovare qualcos’altro, nonostante questi anni siano stati veramente indimenticabili. Sassari e la Dinamo rimarranno sempre la mia seconda casa. E’ stata una decisione soffertissima, però era arrivato il mio tempo".


Speri di tornarci?

“Essendo appena andato via è difficile pensarlo, però come ho detto ho lasciato tanti affetti e tanti amicizie, quindi è facile pensare ad un ritorno nell’isola. Prima comunque tornerò da avversario. Nella vita mai dire mai”.


Che accoglienza ti aspetti a Sassari tornando da avversario?

“Diciamo che tornare a Sassari sarà un’emozione fantastica, sto già sognando il momento, anche se sarà un po’ strano tornarci da avversario. Spero di aver lasciato un bel ricordo a tutti i tifosi. Avrò comunque tempo per prepararmi mentalmente”.


In serie A hai giocato più di 300 partite, hai calcato diversi parquet europei, hai vinto tanto con la maglia di Sassari. Come ci si sente ad aver raggiunto questi traguardi e dove speri di arrivare?

"Un giocatore non deve mai sentirsi arrivato, abbiamo e ho raggiunto dei traguardi incredibili, ma non bisogna smettere mai di imparare e migliorarsi. Inutile pensare troppo al passato, bisogna ricordarsi quello che si è fatto, ma con gli stimoli per migliorarsi sempre in futuro. Ovvio che ci saranno delle difficoltà e un anno come quello del triplete sarà difficile da eguagliare, però se un giocatore non ha più stimoli diciamo che ha sbagliato lavoro".


Come ti sei ambientato a Brescia?

"Brescia è una delle poche squadre che è riuscita a confermare il gruppo dell’anno scorso, quindi secondo me è un valore aggiunto importante, anche perché entrare in una squadra già rodata come questa è più facile per i nuovi arrivati. La città è bellissima, la società è seria, con entusiasmo ma con i piedi per terra. L’anno scorso erano neopromossi, hanno avuto molta voglia di fare ed entusiasmo. Sanno lavorare bene e mi hanno dato una buona impressione fin dall’inizio. Il gruppo che si è creato è già affiatato".


Obiettivo di squadra?

“Migliorarsi rispetto all’anno scorso. La scorsa stagione hanno incominciato un po’ titubanti cercando equilibri che hanno trovato più avanti. Poi hanno fatto un’escalation di partite incredibili, raggiungendo anche la coppa Italia e hanno mancato i playoff solo alla fine. Bisognerà dunque concentrarsi partita dopo partita per raggiungere questo obiettivo".


Da un punto di vista personale qual è il tuo obiettivo e il tuo ruolo nella squadra?

"Io ho sempre detto che un giocatore deve mettersi a disposizione del coach. Sono quindi disposto ad aiutare il gruppo, i miei obiettivi vanno di pari passo con quelli della squadra. Se dovessi giocare bene ne guadagna la squadra e sarei contento, darò il mio 100%, però l’obiettivo personale è quello di portare brescia a vincere più partite possibili".


Qual è stata la vittoria più bella?

"La vittoria di gara 7 a Reggio Emilia è stata il coronamento di un sogno, sono quelle partite che uno sogna di giocare da bambino e vede alla televisione. Io posso dire di aver avuto la fortuna di aver giocato una partita così, di vincerla e poi di raggiungere lo scudetto. Però anche la vittoria in gara 7 a Milano in semifinale è stata importante. Sono due vittorie che hanno segnato la mia vita".

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