25 Gennaio 2017 di Chiara BelcastroEsclusive

Rousseaux a IS: "Giocare a Istanbul? Hanno meno paura di noi, non vivo preoccupata"

Intervista esclusiva con la giocatrice belga, passata da Modena, Novara e Busto Arsizio. Ora gioca al Besiktas, dove non vive con l'ansia degli attacchi terroristici: "La popolazione ora ha meno paura"
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Foto tratta da sporza.be
Classe 1991, Helene Rousseaux ha già un bagaglio colmo di importanti esperienze. Dopo Zurigo, Modena, Novara, per la stagione 2016/2017 la giocatrice belga ha scelto di difendere i colori del club turco Besiktas. Ad Intervista Sportiva confida passaggi del suo passato, presente e futuro.

Non ancora ventenne ti trasferisci in Svizzera ed entri a far parte di un importante club, il Volero Zurigo. I risultati e le vittorie importanti non hanno tardato ad arrivare. Ci racconti la tua esperienza?
“Il primo anno al Volero Zurigo posso definirlo come la mia prima grande esperienza. A 17 anni mi sono allontanata da casa, ma per fortuna sono di carattere forte e sono riuscita a cavarmela e ad  instaurare dei bei rapporti professionali e di amicizia. Sono stata anche fortunata perché nel club c’era Svetlana Ilic che, oltre a parlare la mia lingua, aveva precedentemente lavorato con me in Nazionale. A livello pallavolistico è stato un anno soddisfacente, abbiamo vinto Scudetto, Coppa di Svizzera e anche in CEV abbiamo raggiunto traguardi importanti. Il secondo anno abbiamo avuto l’opportunità di misurarci in Champions League e automaticamente il livello è salito. Personalmente, durante la stagione ho avuto qualche problema di salute ma complessivamente abbiamo fatto molto bene. È stata una stagione eccezionale. Zurigo è una città fantastica e super organizzata, ma non credo sia adatta a me che, di natura, sono una persona caotica”.

Dopo aver trascorso due annate a Modena, nella stagione 2015/2016 approdi a Novara ma concludi il campionato con la maglia di Busto Arsizio. Per quale motivo è stato rescisso il contratto a stagione in corso?
“In quella stagione Novara aveva una grande squadra con delle giocatrici spettacolari e io non ho avuto molto spazio e  possibilità di giocare. Io avevo e ho tanta voglia di migliorarmi e credo che avere continuità sia fondamentale per progredire. Nonostante sia riuscita a ritagliarmi più spazio in campo verso la fine della prima parte di stagione, la decisione era già stata presa: trasferirmi a Busto Arsizio per avere maggiori responsabilità. Lasciare Novara è stato per me un dispiacere enorme, ma io avevo realmente bisogno di giocare”.

Che ambiente hai trovato a Busto?
“Busto è davvero una grande società, con le ragazze sono entrata in sintonia sin da subito ed il personale e lo staff era molto preparato. Purtroppo in quella seconda parte di stagione ho avuto dei seri problemi al ginocchio che non mi hanno permesso di terminare l’anno come avrei voluto. Busto Arsizio è stata sicuramente una buona scelta; inoltre poco distante da lì giocavano mio fratello (Tomas Rousseaux) e i migliori amici Freya Aelbrecht e Pieter Verhees”.

Questa stagione giochi nel Besiktas... 
“Adoro questo posto, Istanbul e la mia squadra. Il livello del campionato è molto alto, sto disputando una buona stagione, fisicamente mi sento abbastanza bene e sono confidente nel prosieguo della stagione. Qui, inoltre ho la possibilità di condividere questa esperienza con una delle mie migliori amiche: Lise Van Hecke”.

Come si riesce a vivere e lavorare tranquillamente in un momento in cui la Turchia è spesso bersaglio di attacchi terroristici?
“Per quanto riguarda il terrorismo non sono così preoccupata e anche la popolazione turca lo è meno. Non posso assolutamente dire che sono 'abituati', ma di sicuro hanno meno paura. Non mi sento in pericolo, o per lo meno non nella zona nella quale vivo”.

Quale colpo o situazione senti di dover ancora migliorare?
“Posso e devo sicuramente migliorare molto a muro. Sebbene abbia fatto dei progressi, ho ancora molto da lavorare perché sono consapevole di avere le possibilità per sviluppare un muro più efficace di quello di ora”.

Hai mai avuto un momento di difficoltà durante il quale hai pensato di lasciare la pallavolo?
“In realtà non ho mai pensato di lasciare veramente la pallavolo. A pensarci, ricordo che al termine del secondo anno a Modena ero molto stanca a causa della pressione che si era creata attorno a me. Modena è un posto incredibile per giocare e di sicuro vorrei tornarci. Anzi, credo che ora quell’esperienza la vivrei molto meglio perché ho imparato a gestire tutta la pressione derivante dall'esterno. Forse l’unico episodio che mi ha fatto pensare un po' è stato proprio questo. Detto ciò, la mia volontà è quella di continuare a giocare e a divertirmi con la pallavolo”.

Con quale giocatrice ti piacerebbe giocare?
“Fortunatamente ho avuto la possibilità di giocare con grandi giocatrici. In realtà, col passare degli anni, ho capito che preferisco giocare e condividere un’esperienza con giocatrici che considero delle amiche e con le quali ci si capisce con uno sguardo. Quando ero più piccola sognavo di giocare con le stelle, ora la mia preoccupazione principale è quella di avere un buon feeling con le ragazze”.
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