7 Maggio 2014 di Alessandro GandiniVintage Football

Uno svedese alla parmigiana

La parabola di Tomas Brolin tra Parma e Leeds United
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Tomas Brolin prima e dopo

Tomas Brolin è stato una figura centrale del Parma di Nevio Scala, centrocampista e attaccante di grande saggezza tattica, che ha saputo essere un giocatore moderno ben prima di molti suoi colleghi. Nato in Svezia nel 1969, gioca il suo primo match da professionista in età molto precoce, a soli 14 anni, nel Nasvikens squadra svedese di quarta divisione. Entra nell'Academy del Sundsvall dove debutta in prima squadra nel 1987 e da qui va al Norrkopping, squadra all'epoca abbastanza quotata nell'area europea del calcio svedese, che lo acquista nel 1990.

BROLIN E IL PARMA – Nello stesso anno, si trasferisce in Emilia al Parma neopromosso in A, è il 1990, dove formerà una storica coppia d'attacco con Alessandro Melli, caratterizzata da una particolarità atipica per il calcio d'allora, dove i numeri andavano rigorosamente dall'1 all'11. Infatti Melli, centravanti, era solito giocare con il numero 7, solitamente riservato all'ala destra, mentre Brolin aveva il numero 11, quello della seconda punta o dell'ala sinistra mentre il 9 era riservato a un centrocampista, il mitico Marco Osio, “il sindaco” di Parma.

SQUADRA STORICA – Quella squadra farà la storia del club emiliano. Al primo anno di Serie A si classifica al quinto posto, valido per andare in Europa, con la coppia Melli-Brolin capace di segnare 20 gol in due (13 l'italiano, 7 lo svedese). L'anno dopo si ripete: sesto posto e vittoria della Coppa Italia, il primo trofeo nella storia del club, con Brolin che timbra solo 4 reti ma segna 2 gol determinanti per il trionfo nella coppa nazionale, in particolare l'1-0 in semifinale ai danni della Sampdoria.

ARRIVA ASPRILLA – La parabola del Parma è solo all'inizio, i Tanzi investono e la squadra vola verso la gloria internazionale, vincendo la Coppa delle Coppe e ingaggiando giocatori di caratura mondiale come Faustino Asprilla. Brolin nel frattempo con l'acquisto di Gianfranco Zola arretra la sua posizione e si reinventa come centrocampista. Il Parma raggiungerà nuovamente la finale di Coppa delle Coppe, siamo nel 1993, che perderà in finale con l'Arsenal, con Brolin che colpisce una traversa che grida ancora vendetta. Resterà al Parma ancora due anni, infortunandosi però a un piede in una partita di qualificazione a Euro '96 con la squadra seconda in classifica e rientrando a fine Aprile 1995, quando ormai il distacco dalla Juve capolista si è dilatato a ben otto punti. A fine stagione con l'arrivo di Hristo Stoichkov imbocca la strada del calcio inglese, acquistato dal Leeds United.

ROAD TO LEEDS – La carriera di Brolin al Leeds si rivelerà un clamoroso fiasco, e tuttora il passaggio in Premiership del campione svedese è ricordato oltremanica con ironia e sarcasmo. Come raccontato dallo stesso Brolin in una esilarante intervista al Daily Mail nel 2012, al Leeds United veniva impiegato fuori posizione e il giocatore trovava frustrante questo impiego, tanto da indurlo a giocare intenzionalmente male. Dopo una vittoria 2-0 sul West Ham, finisce ben presto relegato in panchina:“Al Leeds mi facevano correre su e giù sulla fascia come un idiota. Non ero io. Così ho deciso di fare schifo”. Giocherà una sola volta da titolare, finirà in prestito due volte, una allo Zurigo e una ancora al Parma, con in mezzo una girandola di aneddoti stravaganti tra cui un pesce d'aprile dove il giocatore simila una sua cessione al Norkkopping. Verrà multato e infine lascerà la squadra nel 1998. Dopo un fugace passaggio al Crystal Palace allenato da Attilio Lombardo, si ritirerà giocando la sua ultima partita da professionista il 28 Agosto 1998 con l'Hudiskvall, come portiere.

BRUTTI RICORDI, BEI RICORDI –È ricordato come uno dei peggiori calciatori che abbiano mai indossato la casacca del Leeds United ed è classificato al secondo posto dei peggiori 50 calciatori di tutti i tempi nella storia della Premiership secondo il Times. Eppure, a Parma è un eroe. L'abbiamo ritrovato, imbarazzantemente ingrassato, alla festa del centenario dei ducali, dove la storica squadra di Scala ha rivissuto per un giorno i fasti di un tempo. Il bello del calcio.

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