14 Maggio 2014 di Maurizio MaiocchiSerie A

Sassuolo, una salvezza inaspettata

Appena tre mesi fa, dopo un mercato di riparazione scellerato con 12 nuovi acquisti e il cambio in panchina, davamo gli emiliani per spacciati. Si sono salvati, vediamo il motivo del riscatto neroverde
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Foto tratta da www.canalejuve.it
A febbraio scrivevamo (nell’articolo a questo link) che difficilmente una rivoluzione estrema come quella attuata dal Sassuolo nell’ultimo mercato di riparazione avrebbe portato a buoni risultati. 12 giocatori e un allenatore nuovo erano appena passati in neroverde. Alla fine, però, il Sassuolo si è salvato: vediamo dunque cosa è successo in questi mesi e come è stata invertita la rotta per raddrizzare un campionato che, fino a poco tempo fa, vedeva gli emiliani praticamente spacciati.

QUOTA SALVEZZA ABBASSATA - Partiamo dal presupposto che, rispetto agli ultimi anni, la quota salvezza si è decisamente abbassata, dato che il Chievo quartultimo si è salvato con appena 33 punti ed il Livorno, ultimo in classica, ne ha racimolati la miseria di 25. Quindi sicuramente le tre retrocesse hanno avuto grossi demeriti: gli amaranto per la pochezza di un organico che si aggrappava al solo Paulinho, il Catania per una gestione dirigenziale assolutamente scellerata (affidare la direzione dell’area tecnica ad un procuratore non è stata una gran mossa), mentre per il Bologna l’harakiri si è consumato a gennaio, con la cessione di Diamanti che ha tolto la già poca qualità ad un attacco rivelatosi non all’altezza della categoria. 

SCELLERATO MALESANI - Tornando al Sassuolo, la gestione Malesani è stata a dir poco disastrosa: tanti giocatori acquistati a caso, un gioco pensato per lo più a non prenderle, con 7 partite e altrettante sconfitte. I dirigenti a quel punto, accortisi dell’errore fatto, hanno richiamato Di Francesco, il tecnico della promozione e colui che era riuscito a dare un minimo di gioco ad un Sassuolo che comunque ad inizio stagione, a parte un primo periodo di rodaggio, non aveva fatto poi tanto peggio delle altre concorrenti per la salvezza. Di Francesco è subito ripassato al 4-3-3, utilizzando con regolarità ben poca parte dei nuovi acquisti: Sansone (acquistato prima dell’esonero del tecnico abruzzese), Cannavaro e Biondini. Il resto della formazione titolare era spesso composto dai vecchi giocatori, con un Berardi rispolverato (folle Malesani a lasciarlo in panchina) e un gioco molto più offensivo e propositivo. E dopo le prestazioni sono cominciati ad arrivare i risultati; dopo la sconfitta con la Roma alla 31°, il Sassuolo non si è praticamente più fermato: sono infatti arrivano le vittorie contro Atalanta, Chievo, Fiorentina, Genoa ed il pareggio con il Cagliari; nel mezzo, solo una perdonabile sconfitta contro la corazzata Juventus, contro la quale i neroverdi erano anche andati in vantaggio.

RIPARTIRE DA QUI - Approfittando poi di un Bologna in caduta libera, gli emiliani sono riusciti a compiere un’impresa che fino ad un mese e mezzo fa pareva assolutamente impossibile. Questa salvezza deve essere un punto di partenza per una società con buone possibilità economiche, con giovani talentuosi e un allenatore che ha ormai terminato il suo periodo di gavetta. Con una gestione oculata ed un buon progetto tecnico nulla è precluso.
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