19 Febbraio 2014 di Maurizio MaiocchiSerie A

Le rivoluzioni nel mercato invernale non funzionano

Il Sassuolo ha cambiato buona parte della squadra nella finestra di gennaio ma i risultati non corrispondono alle aspettative della suddetta rivoluzione. Gli esempi evidentemente non insegnano: la programmazione va fatta in estate
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Foto tratta da sport.modenaonline.info
A 3 settimane dalla chiusura del mercato di gennaio cominciano a vedersi le prime conseguenze degli acquisti e delle cessioni delle varie squadre con una regola che regna sovrana: la rivoluzione non paga, mai.

IL SASSUOLO - Partendo dal presupposto che questo periodo viene anche detto “mercato di riparazione”, se una squadra è costretta a fare una campagna massiccia vuol dire che in estate ha sbagliato tutto o quasi. Tradizionalmente le società che più investono, quando ne hanno la possibilità, in questa sessione sono quelle impegnate nella lotta per non retrocedere, e quest’anno il Sassuolo è stato protagonista con ben 12 acquisti: Ariaudo, Manfredini , Rosi, Sansone, Mendes , Biondini , Sanabria , Floccari, Brighi, Zapata, Polito e Cannavaro, ai quali va aggiunto il nuovo allenatore Malesani. La maggior parte è gente di categoria, abituata a lottare per la salvezza, e sicuramente la rosa di partenza del Sassuolo non era adatta ad una Serie A nella quale il livello generale si è abbassato (basti pensare che il Catania, nonostante 5 mesi horror, è ancora in corsa per salvarsi), ma siamo sicuri che sia stato del tutto un bene? Innanzitutto alcuni di questi giocatori sono stati richiesti dall’ex-tecnico Di Francesco (che potrebbe anche tornare in panchina in caso di ulteriori sconfitte), quindi l’attuale allenatore Malesani ha avuto pochi giorni per valutare la rosa, fare dei nomi per gli acquisti ed assemblare il tutto. Si tratta di un lavoro che di norma richiede diverse settimane, quindi impossibile da attuare nel brevissimo periodo avuto a disposizione; ed infatti per ora il Sassuolo non ha racimolato che sconfitte, anche se va detto che gli avversari erano Verona, Inter e Napoli. Inoltre, così tanti acquisti hanno stravolto le gerarchie della squadra, facendo sparire dal campo giocatori che fino a poco tempo prima erano titolari indiscussi e che naturalmente possono sentirsi demoralizzati da questa scelta. In questo caso dunque l’errore sta a monte, ovvero nella campagna acquisti estiva, nella quale si è puntato troppo sulla squadra che aveva vinto la Serie B e su giocatori con pochissima esperienza nella massima categoria; il Sassuolo ha scelto di ripartire da Pegolo, Marrone e Berardi, vedremo se con il tempo le cose miglioreranno.

IL PALERMO - Purtroppo però la storia recente non è dalla parte del club emiliano, perché basta guardare agli ultimi campionati per notare come le rivoluzioni invernali non hanno mai pagato. In primis il Palermo della passata stagione che a gennaio ha acquistato 6 giocatori (Anselmo, Aronica, Sorrentino, Dossena, Formica e Boselli, tutti spariti dalla Serie A nel giro di 6 mesi) e cambiato allenatore per ben 5 volte: alternando a più riprese Sannino, Gasperini e Malesani. Sappiamo tutti com'è andata a finire, ovvero con la squadra retrocessa .

IL GENOA - La regina delle rivoluzioni è però senza dubbio il Genoa, nella quale in ogni sessione di mercato sono tantissimi i giocatori che vanno e vengono, tanto che la scorsa estate il club era arrivato ad avere sotto contratto oltre 40 atleti, senza contare i Primavera. Vero che i liguri non sono retrocessi ultimamente, ma nel 2011 e 2012 (mercati invernali sono stati caratterizzati rispettivamente da 15 e 16 acquisti) si sono salvati per il rotto della cuffia.
In conclusione, la strada per raggiungere una salvezza tranquilla è sicuramente quella di costruire un progetto valido e di crescita almeno dall’estate, se non prima, affidandosi ad acquisti mirati e non svendendo troppi gioielli tutti in una volta. Perché la storia, nel calcio e non solo, insegna.
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