20 Gennaio 2014 di Maurizio MaiocchiNazionali

Italia: il futuro può essere nostro

Se la Nazionale "pronta" per il prossimo Mondiale sembra solo poter fare da outsider, le nuove leve danno speranze verso un futuro roseo. Destro, Verratti, Berardi, Insigne, Bardi, Perin e tanti altri...
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Foto tratta da espnfc.com
L’Italia non è certo tra le favorite per la vittoria finale del mondiale imminente e, a meno di miracoli sportivi, reciterà un ruolo da outsider (come del resto è sempre stata abituata a fare). I motivi sono la mancanza di un modulo fisso e costante, ma soprattutto l’impressione che le altre nazionali abbiano un organico di livello decisamente superiore. Ciò che invece fa ben sperare per l’avvenire sono il gran numero di giovani che si stanno mettendo in luce in Serie A (e non solo), vuoi per la “fuga di top players” verso l’estero o per le minori possibilità economiche delle nostre società che le costringono ad investire sul mercato italiano.

Partendo dal ruolo cardine, di portiere, sembra ovvio che difficilmente Buffon sarà titolare anche in Russia nel 2018, quando avrà ormai 40 anni; è più probabile che, se giocherà e sarà ancora in forma, gli sia riservato un ruolo da chioccia come quello che Peruzzi ebbe ai mondiali del 2006. Il futuro però è radioso perché sono ben 3 i portieri che potrebbero, un giorno, raccoglierne l’eredità: Mattia Perin, classe 1992 di proprietà del Genoa ma già da parecchio obiettivo dichiarato del Milan per sostituire Abbiati. Un giocatore che, dopo un periodo di ambientamento in Serie A con il Pescara, sta trovando continuità di rendimento. Poi c’è Nicola Leali, di un anno più giovane e di proprietà della Juventus, quest’anno in prestito allo Spezia ma che comunque gli ha riservato il ruolo di nuovo Buffon. E infine Bardi, ventenne in comproprietà tra Inter e Livorno che però è ancora un po’ discontinuo. In ogni caso viene facile pensare ai tempi in cui Buffon, Toldo e Abbiati si contendevano la porta della Nazionale.

La difesa sembra il ruolo con più carenza di giovani promesse, ma la cosa non deve destare troppa preoccupazione visto che, in media, un difensore raggiunge l’apice della propria carriera tra i 28 ed i 32 anni (vedere alla voce Cannavaro). In ogni caso sono da tenere d’occhio i due “emigrati” in Bundesliga Donati e Caldirola, di scuola Inter, e Vasco Regini della Sampdoria, che con Mihajlovic sta trovando finalmente continuità di prestazioni.

A centrocampo e in attacco invece ci sono già diversi giocatori che sono titolari fissi in Italia e (udite udite) anche in Europa. Primo su tutti Marco Verratti, pagato 14 milioni dal PSG che ne ha fatto il cardine della propria mediana a soli 21 anni. Da non dimenticare anche Alessandro Florenzi della Roma, mezzala e all’occorrenza esterno alto, una delle poche note positive della sciagurata gestione Zeman e che con Garcia si sta riconfermando ad alti livelli. Restando sempre nella capitale si nota come la cura del tecnico francese stia facendo miracoli a quel Mattia Destro che solo pochi mesi fa veniva sbeffeggiato dal web per una foto che lo mostrava in sovrappeso. Le alternative comunque non mancano visto che Insigne al Napoli e Borini al Sunderland (ma in prestito dal Liverpool) stanno giocando con continuità e ultimamente stanno anche riscattando alcune prestazioni al di sotto delle aspettative. E poi ci sono le solite scommesse, ovvero quei giovani che stanno facendo bene in realtà minori ma che devono ancora essere testati in una grande squadra. Primo fra tutti Jorginho, brasiliano di origine, ma che potrebbe essere tranquillamente arruolato dagli azzurri; devastante a Verona, sarà chiamato a confermarsi a Napoli, ma Benitez è uno che non ha paura di lanciare i giovani. Impressionante anche la colonia juventina al Sassuolo, con ben 3 giocatori in comproprietà tra bianconeri ed emiliani: parliamo di Luca Marrone, Simone Zaza e, soprattutto, Domenico Berardi. Se i primi due mostrano un ottimo potenziale ma sono ancora piuttosto acerbi, l’ala classe ’94 ha mostrato colpi da autentico fuoriclasse; la salvezza dei neroverdi passa dai suoi gol e non è detto che Prandelli non lo prenda in considerazione già per Brasile 2014.
Insomma, se per questo mondiale non siamo i favoriti, il futuro è senz’altro roseo.
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