19 Giugno 2013 di Luca OggioniNazionali

Confederation: il test per Brasile e... Brasile

La formazione di Scolari è condannata a vincere il torneo e, tra un anno, il Mondiale casalingo. Allo stesso tempo il Paese ospitante è al test decisivo a livello di organizzazione generale e amministrativa
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Foto tratta da www.liberoquotidiano.it
E’ iniziata la IX edizione della Confederations Cup, manifestazione che da un paio di edizioni a questa parte, si svolge l’anno prima del Mondiale nel paese che ospiterà il torneo. Un banco di prova molto importante per il Brasile sotto tanti punti di vista: impianti, sicurezza, viabilità e organizzazione generale, già abbondantemente messe sotto osservazione per le tante proteste di questi giorni, in molteplici città carioca. Un sorta di esame per le autorità competenti e per l'intero paese, che ha puntato tantissimo sulle manifestazioni sportive per lanciarsi definitivamente come potenza economica mondiale (dopo la Confederation di quest'anno, al Mondiale di calcio del 2014 seguirà l'Olimpiade nell'estate del 2016). 

Al torneo prendono parte le nazionali vincitrici di ciascuna delle sei competizioni di confederazione, insieme alla squadra detentrice della Coppa del Mondo e alla nazione ospitante. Poiché la nazionale spagnola era campione in carica sia mondiale che europea, sono stati ammessi gli azzurri di Cesare Prandelli, in virtù del secondo posto ottenuto a Euro 2012; a scapito dell'Olanda, seconda al Mondiale sudafricano del 2010. Un totale di 8 squadre: Brasile, Giappone, Italia, Messico, Nigeria, Spagna, Uruguay, Tahiti, che cercano di mettere le basi per tornare tra un anno sotto il Corcovado a darsi battaglia.

Seleçao e Spagna un gradino sopra -  Nonostante la curiosa maledizione: chi vince la Confederations non alza al cielo la Coppa l’anno seguente, i padroni di casa ci tengono alla vittoria, utile a (ri)conquistando la fiducia dei propri tifosi. I ragazzi di Scolari si affidano alla loro stella: Neymar. Nei gol dell’attaccante brasiliano (pagato 57 milioni dal Barcellona) sono riposte le speranze del popolo carioca.

La Spagna è sempre la Spagna - Le furie rosse vogliono dimostrare di non essere paghe di vittorie. La grande sorpresa è l’esclusione di Iker Casillas dai titolari: al suo posto Victor Valdes (Del Bosque prende esempio da Mourinho, che al Real Madrid quest'anno gli ha spesso preferito Diego Lopez).

Attenzione all’Italia - Gli azzurri devono ritrovare gioco, corsa e fiducia, dopo le due brutte prestazioni contro Bulgaria e Haiti. Buffon & Co., se motivati, sono un cliente difficile per tutti e l'hanno dimostrato già nel primo match con il Messico (vinto 2-1). Il blocco costituito dai giocatori di Juventus e Milan rappresenta il vero punto di forza. In attacco, Balotelli cercherà di rubare la scena all’idolo (e amico) di casa Neymar. Una sfida tra talenti purissimi.

Outsider - C’è un'altra sudamericana che può insidiare il duopolio Brasile-Spagna: l’Uruguay, battuto all'esordio dalla strafavorita del girone Spagna. La Celeste (vincitrice nel 2011 della Coppa America) davanti fa paura: Cavani e Suarez (68 gol in due nella passata stagione) possono bucare qualsiasi difesa.

Potenza nipponica - Annoverata tra le possibile sorprese c'è anche il Giappone di Alberto Zaccheroni, già qualificato per il Mondiale, battezzato all'esordio dal Brasile con un perentorio 3-0 e che questa sera affronterà proprio l'Italia. L’allenatore italiano ha ridato prestigio ad una nazionale che negli ultimi anni aveva faticato parecchio.

Neri di rabbia - Infine non va dimenticata la Nigeria. Le “Super Aquile” sono atterrate in Brasile dopo un lungo tira e molla con la federazione: all'origine della mancata partenza il taglio di alcuni premi che la federazione aveva garantito ai giocatori, ma poi tutto pare essersi risolto e l'esordio degli africani è stato più che convincente: 6-1 a Thaiti, avversari non certo di primo pelo. 

Significato del torneo - Al di là dello spettacolo sul campo e sugli spalti comunque, la Confederation sembra una palestra dove allenarsi in vista del Campionato del Mondo, in campo e fuori. Da una parte si verifica la situazione generale del Paese ospitante, dall’altra si testano nuove tecnologie: quattordici telecamere ad alta velocità posizionate in diversi punti dello stadio dovrebbero consentire di valutare in tempo reale se il pallone varca o meno la linea bianca. La famigerata moviola in campo tanto invocata dal buon Aldo Biscardi? Una cosa simile, sicuramente una semi-rivoluzione che potrebbe essere ripresa futuribilmente in tutti i campionati. 
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