16 Gennaio 2014 di Luca OggioniLiga

CR7: giù il cappello

Il fenomeno portoghese ha vinto il suo secondo pallone d’oro, davanti al rivale di sempre Messi e a Franck Ribery. Un riconoscimento guadagnato a suon di gol.
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Foto tratta da bestscreenwallpaper.com
Era nell’aria, soprattutto dopo la “blatteriana” decisione di riaprire le votazioni nei giorni seguenti la stellare tripletta del madridista nel ritorno dei playoff mondiali contro la Svezia. Ha trionfato Cristiano Ronaldo con il 27,99% delle preferenze, secondo posto per Messi (vincitore delle ultime quattro edizioni con il 24,72%) e terzo gradino del podio per l’esterno del Bayern Monaco Ribery (23,36%), il vero sconfitto della serata. Una classifica finale che ha scatenato un inevitabile fiume di polemiche. Lasciando da parte le diatribe, cerchiamo di ripercorrere le tappe che hanno portato CR7 a essere considerato, in questo momento, il più forte di tutti.

MACCHINA DA GOL -Aggiornare le statistiche realizzative di Cristiano Ronaldo non è un’operazione semplice. Nel Real Madrid siamo a 166 squilli in 153 match (più gol che partite, pazzesco) che tradotto significa partire sotto di 1-0. In totale, siamo a quota 400 reti fra nazionale e club in 653 gare. Quattro centinaia di gol tra Sporting, Manchester United e Real, così suddivisi: 162 di destro (38 punizioni e 63 rigori), 62 di testa e 75 di sinistro. La carriera da bomber inizia il 7 ottobre 2002, Sporting Lisbona contro Moreirense, un giovanissimo Cristiano Ronaldo (17 anni e 8 mesi) lascia il suo primo segno. Poi il passaggio ai Red Devils nel 2003 per 12,4 milioni di sterline, diventando così il diciottenne più costoso nella storia del calcio inglese. All’Old Trafford, tra le sapienti mani di Sir Alex nasce (e cresce) la fama di CR7. Vince tutto quello che c’era da vincere, compresi Pallone d’oro, Fifa World Player e Scarpa d’oro. L'11 giugno 2009 è ufficiale il suo trasferimento per 80 milioni di sterline (94 milioni di euro circa, la più alta cifra mai pagata per un calciatore) al Real Madrid. Con la camiseta blanca, complice il Barcellona e Leo Messi, il suo rendimento è inversamente proporzionale ai trofei conquistati. 

L’ESCALATION – La prima gioia nel 2002, poi 100 nel gennaio del 2008, saliamo a 200 nel dicembre 2010, 300 a maggio 2012 e infine 400 pochi giorni fa. I tempi si accorciano sempre più: 30, 48, 50, 63 e 69 le reti fatte negli ultimi cinque anni solari. I bersagli preferiti sono Siviglia (15), Getafe (13), Barcellona e Malaga (12). Il quarto d’ora ideale per metterla dentro è l’ultimo (91 gol), quello meno prolifico è il primo (50). Insomma, polemiche e gaffe a parte, chapeau.

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