19 Gennaio 2012 di Marco BarzizzaCopa del Rey

Il Barça fa suo il Clasico... ancora

Puyol e Abidal ribaltano il vantaggio di Ronaldo. La superiorità dei blaugrana è talmente lampante che ai madridisti non resta che mettersi a picchiare
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Foto tratta da www.blaugranas.com
Mamma mia, che noia! Possibile che questi vincano sempre? Possibile che non ci sia una squadra in grado di frenarli realmente, di far vedere di essere superiore almeno in qualche momento della partita? Su, siate onesti, a parte i malati del bel calcio (ma anche loro secondo me l’hanno pensato), il Barcellona ha un po’ stufato, no? Vince sempre e comunque e se nemmeno Mourinho, ultimo in grado di dare una “lezione” ai blaugrana ai tempi dell’Inter in Champions, riesce a metterci una pezza, vuol dire che sul nostro pianeta non esiste niente di meglio se si parla di calcio. Senza nemmeno dirvi il risultato (1-2), avrete capito com’è finito il Clasico di ieri sera valido per la Copa del Rey spagnola, che manco a dirlo ha visto il trionfo di Messi e compagni sul Real Madrid dio José Mourinho. Al di là del punteggio, che in fondo sono solo numeri potenzialmente sovvertibili nella partita di ritorno, ciò che fa impressione è la capacità del Barcellona di rendere tutto così incredibilmente facile, anche in una situazione di svantaggio come quella di ieri sera. Come accadde nel precedente scontro tra le due regine di Spagna infatti (finito 1-3 per il Barça, anche quella volta al Bernabeu), la formazione di Guardiola ha ribaltato il risultato dopo essere andata sotto: una remuntada insomma, quella che non riuscì soltanto al Camp Noi nell’anno del triplete interista.

MES QUE UN CLUB -
Al gol di Ronaldo, in un primo tempo dove il Real è riuscito a tratti a farsi preferire, non si sono fatte attendere le pronte risposte di Puyol (che non perde da 51 partite, l’ultima contro l’Inter a San Siro) e Abidal, autore del gol vittoria servito da una delizia del tre volte pallone d’oro Lionel Messi. Potremmo stare qui a parlare di ritmo di gioco, di tiki-taka, del 73% di possesso palla dei catalani, dei singoli giocatori che fanno parte della squadra (forse) più forte di tutti i tempi per ore, ma vorrei più che altro soffermarmi sull’aspetto psicologico di questa, ennesima, vittoria blaugrana. Come successo lo scorso dicembre con il Real, come successo nei due match di Champions contro il Milan (giusto per citare le squadre sulla carta più forti incontrate fin qui), il Barça ha sempre dato la sensazione di poter vincere la partita. E non importa se manca Sanchez, Villa o qualche altro attaccante, probabilmente anche se mancasse Messi non cambierebbe nulla, questi sanno di essere più forti e prima o poi, anche all’interno della stessa partita, lo dimostrano, vengono fuori e ti colpiscono a freddo, senza pietà, per poi esultare con inspiegabile leggerezza (non strafottenza), quella di chi vede che le cose vengono facili. Basta una giocata, che non necessariamente deve essere un assist sublime come quello del dieci ad Abidal, e anche una partita contorta in casa dell’acerrimo rivale di sempre diventa una passeggiata.

FRUSTRAZIONE AVVERSARIA - Tutto talmente facile che poi bisogna mettere in conto la reazione degli avversari, che per supplire alle mancanze tecniche sul campo si affidano a mezzucci molto poco signorili per sentirsi forti almeno in qualcosa, ma d’altronde è l’unico modo. Il nervosismo che una situazione del genere porta, ed è comprensibile, deve essere  così frustrante che i calciatori (del Real in questo caso) perdono il lume della ragione e si mettono letteralmente picchiare se non a camminare sugli avversari. E’ cronaca di ieri sera infatti che il fumantino Pepe abbia colto l’occasione, dopo averlo abbattuto in un contrasto, di calpestare la mano di Messi coi tacchetti. Un gesto riprovevole che dovrà essere sanzionato con la prova televisiva, ma che racconta alla perfezione l’impotenza di una squadra fortissima contro una aliena, imbattibile (anche perché a Messi le mani manco servono, avrebbe dovuto calpestargli per bene un piede…). E’ il secondo “clasico” della stagione, ce ne saranno almeno altri due, Mou e il suo Real hanno ancora la possibilità sia di rifarsi nello scontro diretto, sia di strappare al Barça campionato e coppa nazionale. Questa è la teoria… la pratica dice che anche per quest’anno c’è poco da fare: il Barcellona è troppo superiore. Mes que un club è il motto della società, c’è da aggiungere altro?
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