21 Giugno 2016 di Leonardo VaiCalcio

Da Fifa alla realtà, giovani promesse cercasi: Pierre-Emile Højbjerg

Il talentuoso centrocampista danese classe 1995 è di proprietà del Bayern Monaco. Nell’ultima stagione ha giocato, in prestito, allo Schalke 04...e a Fifa spacca
Picture
Foto tratta da www.giallorossi.net

Ben ritrovati amici di Intervista Sportiva. Il nostro silenzio è stato lungo e riflessivo, ma siamo ancora vivi! Torniamo in pista grazie alla penna di un giovane di belle speranze, che parla di suoi coetanei che invece di scrivere le speranze le hanno sul campo da calcio...o almeno in quello virtuale dei videogiochi. Leonardo Vai è infatti un "malato" del genere e si è spinto dove nessuno finora era andato. L'idea è di presentare alcuni giovani calciatori interessanti attraverso le loro capacità tecniche rilevate in Fifa (2016), provando a testare quanto le qualità virtuali siano poi riflesse effettivamente nella realtà. Nel caso del nostro primo analizzato, Pierre-Emile Højbjerg, possiamo stare abbastanza tranquilli: ha giocato quest'anno nello Schalke 04, ma il Bayern Monaco che ne tiene il cartellino vuole tenerselo stretto. Primo segnale che Fifa, molto spesso, non sbaglia.

-------------------------------------------------------------------------------

Per Pierre-Emile Højbjerg la vita calcistica su Fifa è al momento migliore di quella reale. Quella appena trascorsa infatti non è stata la prima stagione in cui è stato mandato in prestito alla ricerca di esperienza e minutaggio elevato, in attesa della consacrazione definitiva. Nel 2015, da gennaio a giugno, è andato in prestito all’Ausburg dove ha ben reso disputando 16 partite realizzando 2 reti, meritando il ritorno alla casa madre, il Bayern Monaco, che però ha deciso di non puntare sul giovane danese e di mandarlo nuovamente a farsi le ossa, stavolta allo Schalke 04, dove i risultati non sono stati esaltanti: 31 presenze (di cui solo 17 dal primo minuto), zero reti.

Vi chiederete allora: “Perché è una giovane promessa?”

Partiamo subito con il suo palmarès. Il centrocampista danese non ha niente da invidiare a nessuno, avendo vinto 4 Bundesliga, 3 coppe di Germania, 1 Champions League ed un Mondiale per club.

Anche tecnicamente sembra che le sue caratteristiche possano tornare utili a molte squadre, anche italiane, e non solo nel videogioco. Højbjerg dà il meglio di sé quando gioca come centrocampista centrale, tuttavia può essere anche impiegato sulla fascia destra. In mezzo è bravo sia in fase difensiva sia offensiva e a dettare i tempi di gioco sapendo trattare il palloneSpesso risulta tra i giocatori con il maggior numero di passaggi effettuati (con altrettanto alta precisione) ma allo stesso tempo è bravo nel dribbling e sui calci di punizione. E' da sempre un predestinato, esordendo con il Bayern Monaco a soli 17 anni e con la nazionale danese a 19. Guardiola gli aveva dato spazio concedendogli 13 possibilità da agosto 2014 a gennaio 2015, prima di mandarlo all’Ausburg sperando nella sua esplosione.

Tiro fenomenale, visione di gioco ampia, polivalenza nei vari ruoli della metà campo. Viene da chiedersi perché nessuno punti su di lui. In realtà qualcuno che punta su di lui c’è, ed è la Ea Sports, che al giovane danese nel videogioco Fifa dona un valore di base alto (quest’anno, in Fifa 16, 74/100) ed un’esponenziale valore di crescita che arriva a 85/100 se allenato correttamente e fatto giocare titolare. Gli anni scorsi addirittura, arrivava a 90 su 100.

Højbjerg in Fifa 16 è un acquisto obbligatorio per chiunque voglia un centrocampista in grado di fare tutto. Dinamicità, polivalenza totale, tiro eccellente e resistenza, che lo fa correre dal primo all’ultimo minuto senza sosta, oltre ad un’aggressività in mezzo al campo che pochi hanno. I valori principali del giovane danese sono questi, ma non mancano quelli da “mastino” della mediana: aggressività 78/100, forza fisica 74/100, reattività ed equilibro ottimi con rispettivamente 74 e 75 su 100. Højbjerg però dà il meglio di sé come regista ed anche i valori assegnatigli da Fifa lo dimostrano: visione 75/100, passaggi corti 76/100, dribbling 76/100, controllo palla 77/100, 74/100 nei passaggi lunghi. Immancabile anche un’analisi sui calci piazzati, dove il danese si difende bene con un 71/100 sui tiri dalla distanza, con un 70/100 di effetto nei tiri ma soprattutto con un 76/100 relativo alla potenza.

Oltre a questo, che dire? Era una giovane promessa del Bayern Monaco e sicuramente rimane tutt’ora uno dei migliori prospetti del panorama europeo. Il suo costo ora non è proibitivo per un classe 1995 e secondo i valori che gli sono stati assegnati ha ancora tutte le carte in regola per diventare uno dei centrocampisti più forti d’Europa. Se ci crede un videogioco, perché non possono crederci anche dei club come Inter o Milan, che sono alla ricerca di un centrocampista giovane, a basso prezzo e con un sicuro avvenire? 

Gli Autogol su IS
Iscrivi alla NewsLetter!
Sei una promessa dello sport e nessuno lo sa?

Ti chiamano "fenomeno" ma nessuno ti intervista?

Raccontaci la tua storia, lo faremo noi!
Seguici su...
Ricerca
Facebook
Le foto presenti su "intervistasportiva.com" sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione non avranno che da segnalarlo a redazione@intervistasportiva.com e provvederemo prontamente alla rimozione.
The pictures on "intervistasportiva.com" are taken in part from the web, and thus considered to be public. If the subjects or the authors disagree with the publication. They can report that to redazione@intervistasportiva.com. We will promptly remove them.


Licenza Creative Commons
Questa opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.