5 Giugno 2012 di Marco BarzizzaLega A

Serie A: Siena e Milano, la finale due anni dopo

Montepaschi e Olimpia si contenderanno lo scudetto due anni dopo l'ultima finale (vinta da Siena 4-0). Sarà sfida tra le migliori squadre italiane e tra i migliori allenatori del nostro panorama
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Ksistof Lavrinovic e Alessandro Gentile
Siamo all’atto finale. Dopo una stagione passata a rincorrersi, Siena e Milano hanno raggiunto il loro obiettivo, ritrovarsi in finale dopo due anni. 3-0 della Montepaschi sulla malcapitata Sassari, 3-1 (chiuso ieri sera), dell’Emporio Armani su Pesaro che ha fatto molta più resistenza del previsto. Un cammino prevedibile anche a inizio playoff, dove almeno la metà degli scommettitori avrebbero puntato su questa finale.

LA FAVORITA -
Siena si presenta da favorita, forte delle tre vittorie appena ottenute contro Sassari, del fattore campo e dei cinque titoli precedenti conquistati grazie a un progetto per strutturato che non ha mai visto rivoluzioni ma solo aggiustamenti. La Montepaschi ha sempre guardato tutti dall’alto in basso, anche nella regular season di quest’anno, dominando il campionato. Troppo compatto il roster di Simone Pianigiani per poter essere impensierito dagli altri, anche se, va detto, quest’anno più dei precedenti i passaggi a vuoto ci sono stati, primo tra tutti (non a caso), il tonfo al Forum di Assago contro Milano, che allora poteva vantare tra le sue fila “l’americano” Danilo Gallinari. Nonostante qualche pausa, coincisa forse con il tentativo, fallito, di andare fino in fondo in Eurolega, Siena ha sempre tenuto la testa davanti a tutti, arrivando ancora una volta alla finalissima da favorita.

LA SFIDANTE -
Dall’altra parte Milano, la cui stagione doveva essere memorabile. I presupposti, ora, sono confortanti, ma va tralasciata la brutta figura fatta in Eurolega, dove ci si aspettava sicuramente di più di un’eliminazione alle Top 16. Il roster nuovamente rivoluzionato da Armani e Proli ha avuto un vero grande colpo, che non va in campo ma resta in panchina: Sergio Scariolo. La società sapeva che per dare vita a un ciclo vincente bisognava affidarsi a un tecnico vincente, e chi meglio del campione d’Europa in carica con la Spagna poteva sobbarcarsi questo incarico. Scariolo, più volte criticato, ha dato una struttura a una squadra che non ne aveva, mettendo insieme giocatori come fossero tessere di un puzzle che non aveva mai visto la fine. Gli acquisti durante la stagione sono stati diversi, tre, ma a differenza delle annate precedenti hanno cambiato in positivo il volto della squadra. Bremer, Gentile e Dentmon, sono punti di forza in più per una Milano che, fosse partita così a inizio stagione forse si sarebbe potuta giocare carte migliori anche in Europa. Non è però tempo di rimpianti, perché il momento della verità arriva adesso, per Milano come per Siena, che senza discussioni sono le migliori squadre del nostro campionato.
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