22 Febbraio 2017 di Fabio SacchiNba

Paul Pierce e il saluto al Garden: la "verità" lascia il basket

Il saluto di Paul Pierce nel "teatro" dei Boston Celtics, squadra di cui è stato bandiera e mito, è stato emozionante. Il racconto di quel momento lo è altrettanto...
Picture
Foto tratta da "Boston Herald"
Il 5 febbraio scorso Paul Pierce ha giocato per l’ultima volta al TD Garden, parquet su cui ha guidato i Boston Celtics nei loro anni migliori, diventando simbolo, bandiera e mito della franchigia. Proviamo a spiegarvi quanto sia stato importante per questa città e le “magie” compiute nella sua carriera.

UN'ALTRA STORIA DEGNA DI HOLLYWOOD - Non c’è niente da fare, gli americani ci sanno proprio fare. L’attore che la interpreta si chiama Paul Pierce, noto come “The Truth”, la verità. Innanzitutto, se vi state chiedendo da dove deriva questo soprannome, ve lo raccontiamo subito. Bisogna tornare al 13 marzo 2001, alla partita tra Boston Celtics e Los Angeles Lakers, un must del periodo. Quella sera Paul Pierce segnò 42 punti, con 13/19 al tiro. I Lakers vinceranno il match, ma Shaquille O'Neal (insieme a Kobe Bryant punto di riferimento giallomalva e dell'epoca), parlando dell’allora giovane Paul, si rivolse ad un giornalista dicendo: “Io sono Shaquille O’Neal e Paul Pierce è “La Verità”. Dammi retta e non dubitare. Sapevo che fosse in grado di giocare, ma non sapevo potesse giocare così”Consacrato dall’imponente Laker, Pierce era entrato nella storia. A soli tre anni dall’ingresso in Nba.

DOPO 11 COLTELLATE - Egli infatti dopo tre anni a Kansas, in cui tenne una media di circa 16 punti a partita (con un picco nell’ultimo anno di 20), fu scelto al draft del 1998 con la decima chiamata assoluta dai Boston Celtics. Il suo talento fu, come detto, notato subito: grandi doti offensive, in particolare oltre l’arco e in fade-away, ma anche difensive, capacità spesso sottovalutate. Spettacolari le partite giocate in quegli anni tra i suoi Boston Celtics e i Cleveland Cavaliers di Lebron James: da ricordare quella del 2005, in cui quest’ultimo portò alla vittoria i Cavaliers mettendo a referto 43 punti, ma Pierce, nonostante la sconfitta, ne mise 50 dimostrando a tutti che favoloso giocatore stava diventando. Questo anche perché l’ala nata a Oakland era solita rimanere fredda nei momenti chiave della partita e ciò gli permise di segnare spesso tiri decisivi nel corso della sua carriera. I primi anni non furono però piacevoli, sia perché i risultati di squadra tardarono ad arrivare (e si sa che, essendo la pallacanestro uno sport di squadra, un singolo giocatore non vince mai un campionato), sia fuori dal campo. Il 25 settembre del 2000 infatti fu ricoverato in ospedale per 11 coltellate subite in una rissa scoppiata nel distretto del Teatro di Boston. Fortunatamente si salvò, tanto da riuscire a ritornare sui campi da gioco non molto tempo dopo. Riuscì a vincere probabilmente la partita più importante, anche dal punto di vista psicologico: 11 coltellate avrebbero potuto segnare la fine di qualcosa che va ben oltre la carriera sportiva. 

I PRIMI BIG THREE - Il 2008 fu l’anno della svolta, per lui una sorta di nuovo inizio. A Boston arrivarono Kevin Garnett e Ray Allen, che insieme a lui formarono i primi “Big three” della storia recente, guidati in cabina di regia dalle mani (allora) sapienti di Rajon Rondo (già nel roster dal 2006) e in panchina da Doc Rivers (capo allenatore dal 2005). Talento da vendere, dedizione al lavoro e gioco di squadra: tutto quello che serve per vincere un titolo. Il 17 giugno 2008 arrivò così la consacrazione con l'agognato anello, proprio contro i rivali storici di sempre, i Lakers, in 6 gare. Fu nominato MVP delle Finals! 

LEGGENDA CELTICS - Nonostante la sconfitta nelle Finals 2010 (sempre contro i Lakers) e nonostante negli anni successivi non arrivarono più successi di squadra, Pierce si tolse grandi soddisfazioni personali, riuscendo a raggiungere quota 20.000 punti con la maglia di Boston diventando il secondo miglior realizzatore di sempre nella storia della franchigia per punti segnati (superando Larry Bird). Giunti al 2013, dopo 15 anni in maglia Celtics, Pierce decise di cambiare aria, lasciando quella che per lui ormai era diventata una casa. E poco più di due settimane fa, il 5 febbraio 2017, esattamente 18 anni dopo il suo esordio in Nba (5 febbraio 1999), il ritorno, indossando la maglia dei Clippers. Un ricordo emozionante, che lo ha fatto commuovere, soprattutto dopo che al TD Garden ha potuto vedere sul maxi schermo il video tributato alla sua carriera in maglia biancoverde. Il 39enne nativo di Oakland ha deciso di uscire di scena ancora una volta da protagonista e non da comparsa, ruolo a lui non confacente. Doc Rivers (anch'egli passato ai Clippers, come capo allenatore) ha deciso di rimetterlo sul parquet negli ultimi 19 secondi, per fargli prendere un meritato applauso. Ultimi istanti di gioco. Dopo la rimessa i Clippers si dirigono in attacco. Blocco di Pierce, che riceve palla oltre l’arco e mette a posto i piedi. Canestro, l’unico tiro tentato della serata da tre punti, ma come al solito il più importante messo a segno. Tifosi in visibilio. La partita termina così. Paul Pierce alza il braccio al cielo e saluta Boston un’ultima volta. Once a Celtic, always a Celtic. 
Gli Autogol su IS
Iscrivi alla NewsLetter!
Sei una promessa dello sport e nessuno lo sa?

Ti chiamano "fenomeno" ma nessuno ti intervista?

Raccontaci la tua storia, lo faremo noi!
Seguici su...
Ricerca
Facebook
Le foto presenti su "intervistasportiva.com" sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione non avranno che da segnalarlo a redazione@intervistasportiva.com e provvederemo prontamente alla rimozione.
The pictures on "intervistasportiva.com" are taken in part from the web, and thus considered to be public. If the subjects or the authors disagree with the publication. They can report that to redazione@intervistasportiva.com. We will promptly remove them.


Licenza Creative Commons
Questa opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.