2 Novembre 2018 di Fabio SacchiEurolega

Il Maccabi non sa più vincere: già crisi a Tel Aviv?

Dopo la sconfitta al Palau Blau Grana, il Maccabi si trova ad avere un record alquanto negativo (1 vinta e 4 perse) pur avendo giocato una sola volta in casa. Crisi o solo un passaggio a vuoto?
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Scottie Wilbekin (foto Imago)

Altro giro, altra partita e altra sconfitta. Il Maccabi perde ancora e questa volta lo fa senza lottare, proseguendo il periodo nero nel massimo campionato europeo. Due soli uomini in doppia cifra (O’Bryant con 10 e Caloiaro con 11), un pessimo terzo periodo (parziale di 25-7 per i padroni di casa) e cattive percentuali al tiro: questo potrebbe essere il riassunto del match, ma c’è molto di più da analizzare. A partire dal dato dei rimbalzi, specie quelli offensivi concessi: il Barcellona ha letteralmente dominato con 46 palloni totali catturati sotto le plance contro i 27 del Maccabi; ma fanno ancora più preoccupare i 14 rimbalzi offensivi dei blaugrana contro i 5 degli ospiti (9-2 il computo dopo un quarto e mezzo). Da sottolineare dunque la prova di Ante Tomic da 12 punti e 8 rimbalzi, di cui 7 in attacco: insomma un vero e proprio enigma per la difesa israeliana, data anche la mancanza di Tarik Black. Il centro statunitense è una pedina essenziale nello scacchiere di coach Spahija sia a livello offensive (12 punti abbondanti di media in 4 match) sia soprattutto a livello difensivo, in quanto il suo atletismo gli permette di marcare lunghi e piccoli - proprio per questo la soluzione spesso utilizzata sui pick and roll avversari dal Maccabi è il cambio, arma tattica non indifferente. Per questo motivo è partito titolare l’ex Cantù Tyus, che è risultato il migliore dei suoi per valutazione (15), ma che non è riuscito a contenere i lunghi avversari, in particolar modo come detto Tomic.

WILBEKIN IN APNEA - Gli ospiti hanno dovuto fare i conti anche con la brutta prestazione di Wilbekin: il folletto di Gainesville ha messo a referto soltanto due punti con 1/6 complessivo al tiro in 21 minuti di utilizzo, non riuscendo mai a entrare in partita, complice anche una difesa blaugrana molto attenta a non concedergli spazio. Il Barca infatti ha adottato la soluzione dello show profondo sui pick and roll giocati dal play ospite, andandolo anche a raddoppiare se necessario e questo ha fatto si che il più delle volte Scottie fosse costretto a scaricare la palla ad un compagno piuttosto che tirare a canestro. Le uniche quattro volte in cui ha concluso da oltre l’arco è stato ben marcato e questo lo ha indotto all’errore. Certo che ci si aspetta molto più da uno scorer come lui: nelle tre precedenti partite da lui giocate in Eurolega è andato sempre in doppia cifra, realizzando ben 24 punti ad OAKA e 28 a Podgorica e soffrendo solamente il confronto fisico con il Cska (anche se ha messo a referto lo stesso 10 punti). Se alla sua negativa performance si aggiungono quelle poco incisive di Roll e Kane (14 punti in due), si capisce il perché sia arrivata l’ennesima sconfitta della squadra israeliana, che è riuscita a realizzare soltanto 58 punti (contro i 74 dei blaugrana), obiettivamente troppo pochi, specie se in trasferta.

RITROVARE IL FATTORE CAMPO - C’è però da dire che Caloiaro & Co. hanno finora giocato in casa solamente una volta, perdendo di sole 3 lunghezze contro la corazzata Cska, e hanno dovuto affrontare le altre 4 fuori casa, di cui due nelle tane di Panathinaikos e Olympiakos, non proprio clienti semplici da affrontare. Unica vittoria quella a Podgorica contro il Buducnost, squadra probabilmente materasso della competizione. Dunque fatta eccezione per il match in Montenegro, tutte partite alquanto complicate, giocate comunque discretamente dalla squadra israeliana - escluso il match di questo turno - contro delle vere e proprie pretendenti al titolo. Parlare di crisi forse è troppo azzardato visto quanto detto, ma è certo che Wilbekin e compagni devono iniziare a fare sul serio.

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