26 Ottobre 2018 di Fabio SacchiEurolega

Milano batte il Khimki al fotofinish: qualcosa sta cambiando

Senza Nedovic, out per infortunio muscolare, l’Armani Exchange soffre, ma alla fine batte il Khimki dello spauracchio Shved 81-80 grazie a tre tiri liberi di James a tre secondi dalla fine. Che sia cambiata l'aria intorno al Forum?
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Mike James in azione contro il Khimki

La vittoria del Forum sul Khimki, senza Nedovic out per infortunio muscolare, lancia l’Armani Exchange tra le prime della classe. Un successo arrivato al fotofinish (81-80), grazie a tre tiri liberi di James a tre secondi dalla fine. Olimpia con un’altra prova di maturità e ora il record recita 3 vinte e 1 persa, facendo ben sperare per il prosieguo nella massima competizione europea. Non si è ancora fatto nulla, sia chiaro, ma questo successo ha mostrato una squadra diversa dal passato, capace di soffrire senza arrendersi con consapevolezza di poter vincere. Così, dopo il meraviglioso successo al Pireo, Milano si trova a guardare tante dall'alto in basso, con ancora margine di crescita.


LE CHIAVI DEL MATCH- L’osservato speciale in casa dei russi era sicuramente Shved: Micov il suo marcatore - almeno nella prima metà di gara - e l’AX ha deciso spesso e volentieri di raddoppiarlo o addirittura di cambiare sui numerosi pick and roll (soluzione, la seconda, che ha avuto maggior successo, ma è stata anche quella utilizzata di meno). La difesa dunque si è concentrata quasi esclusivamente sul numero 1 in maglia blu e ciò ha portato a ottimi risultati, dato che Shved ha concluso la partita con 1/10 da tre punti e diversi “mattoni” da oltre l’arco. Nonostante questo, il playmaker russo ha messo a referto 19 punti, ma soprattutto 10 assist, che hanno condizionato il match. I suoi compagni infatti sono entrati in ritmo, su tutti il centro Mickey, vero faro offensivo della squadra con 26 punti e un clamoroso 12/15 da due punti. L’Olimpia ha subito molto nel primo tempo, non riuscendo a trovare fluidità in attacco - da questo punto vista (e non solo) è mancato l’apporto di Nedovic - in particolar modo da oltre l’arco (2/8 nella prima metà di gara, 7/24 alla fine), anche perché la difesa della squadra di Bartzokas, conoscendo le abilità al tiro degli avversari, ha preferito concedere di più in area, contrastando in ogni modo le conclusioni dai 6,75 dei padroni di casa. Non a caso il massimo vantaggio acquisito dai russi è stato di 8 punti proprio a metà secondo quarto (33-41), quando Milano non si era ancora sbloccata da tre (0/5 fino a quel momento).


LA SVOLTA - La svolta è arrivata a livello mentale negli ultimi due periodi: i biancorossi hanno lottato, si sono tuffati sul parquet e hanno anche sputato sangue - letteralmente per quanto riguarda Gudaitis, fotografia della gara. La buona fase difensiva ha permesso una miglior fase offensiva: i pick and roll tra James e Gudaitis hanno finalmente funzionato e questo ha permesso di avere maggior spazio sul perimetro per punire le rotazioni difensive dei russi (Bertans in questo senso è risultato decisivo). Importante anche il contributo del "Cincia", che, entrato nel terzo periodo al posto di un Micov con problemi di falli, si è francobollato a Shved e ha giocato con grande intensità, dando tutto quello che aveva. Uno dei problemi più grandi che ha avuto l’Olimpia nella serata è stato quello di non aver chiuso il match quando sarebbe potuto accadere: sul +4 (74-70) a 4 minuti dal termine Bertans e Micov hanno fallito due importanti conclusioni da oltre l’arco e successivamente il Khimki ha punito, riportandosi subito avanti. Oltre al mancato killer instinct, altra nota negativa della serata è stato Curtis Jerrels, autore di 0 punti in 6’ e di una gestione rivedibile dei possessi in attacco. Resta comunque una buona prova a rimbalzo con 40 palloni recuperati sotto le plance (di cui 13 da un dominante Gudaitis) contro i 30 degli ospiti, migliori nel computo degli assist (20 contro i 13 milanesi) e delle palle perse (7 contro 15).


IL FINALE E' UN INIZIO - Il finale al cardiopalma ha premiato le Scarpette Rosse, con il solito James a chiudere i conti con un 3/3 dalla linea della carità a 3 secondi dalla fine - fallo sciocco di Mickey su un tiro in step back da oltre l’arco del play americano -, dopo che Monia aveva gelato il Forum con un’incredibile conclusione da tre punti per il momentaneo +2 (78-80). L’ultimo tiro di Shved, spentosi sul ferro, ha consentito ai tifosi milanesi di lanciare un urlo liberatorio. E' solo l’inizio, ma la strada intrapresa da Milano è quella giusta.

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