8 Ottobre 2018 di Fabio SacchiEurolega

Guida all'Eurolega 2018/19: Fenerbahce e CSKA, assalto al Real Madrid

Cska, Fenerbahce e Real sempre in pole, Maccabi la possibile sorpresa (neanche troppo celata), Milano l'incognita. Chi la spunterà?
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Eurolega ball

REAL MADRID

Per bissare il successo della stagione appena trascorsa la società spagnola ha deciso di tenere (quasi) tutti i suoi campioni, compreso quell’Anthony Randolph che sembrava sul punto di dire addio alla camiseta blanca. A salutare, come era ovvio dopo due stagioni da leader a neanche 20 anni, Luka Doncic, accasatosi ai Dallas Mavericks. La domanda che tutti si pongono è se il Real riuscirà a sopperire alla sua mancanza. Ad unirsi al gruppo Gabriel Deck, ala argentina ex San Lorenzo, e Klemen Prepelic, micidiale tiratore sloveno e medaglia d’oro ad Eurobasket 2017 (insieme a Doncic). Sarà abbastanza?


FENERBAHCE ISTANBUL

Dopo la finale persa di un soffio nella passata edizione, i turchi riproveranno a conquistare il trono d’Europa, su cui erano seduti al termine della stagione 2016/17. Saranno ancora Melli, Vesely, Sloukas e Datome a guidare una squadra che ha mantenuto l’ossatura dello scorso anno pur perdendo due pedine fondamentali come Wanamaker e Nunnally, volati in NBA rispettivamente a Celtics e Timberwolves, e Jason Thompson, direzione Cina. Sono stati però prontamente sostituiti dalla società, che ha aggiunto a un roster già di altissimo livello due "chicche" ex NBA come Tyler Ennis (Lakers) e Joffrey Lauvergne (Spurs). Le soluzioni offensive e difensive ad Obradovic sicuramente non mancano.


CSKA MOSCA

L’altra grande favorita è la compagine russa, che vorrà vendicare le sconfitte alle Final Four con Real Madrid e Zalgiris, che l’hanno collocata un po’ a sorpresa solamente al quarto posto. La società ha deciso di mantenere il telaio dello scorso anno e soprattutto i pezzi pregiati, tra cui spiccano i nomi di Nando De Colo e Sergio Rodriguez. La squadra, che ha visto partire Khryapa, Rudd, Westermann e Fridzon, è stata comunque puntellata con gli arrivi del “nostro” Daniel Hackett (dal Brose Bamberg), Alec Peters - ala statunitense di 2.06 ex Phoenix Suns - e Joel Bolomboy, anche lui con apparizioni in Nba con le maglie di Milwaukee e Utah. Compito di coach Itoudis sarà vincere e riscattare la cocente delusione dello scorso anno.


MACCABI TEL AVIV

Chi potrebbe insidiare le prime tre squadre appena descritte potrebbe essere la compagine israeliana. Dopo i playoff sfiorati nella scorsa stagione, la società ha costruito un roster che ha grande potenziale: i pezzi pregiati Jeremy Pargo, Michael Roll, Deandre Kane e Alex Tyus hanno deciso di risposare il progetto e a loro si sono aggiunti l’Mvp della scorsa Eurocup Scottie Wilbekin, l’ex Nba Tarik Black e l’ex Mvp del campionato ceco Kendrick Ray, fratello del più noto Allan. E’ vero che sono partiti tre giocatori importanti - Pierre Jackson, Norris Cole e Jonah Bolden - ma il talento non sembra mancare. Sul mare di Tel Aviv ne vedremo delle belle.


BARCELLONA

La nobile decaduta negli ultimi anni riproverà anche in questa stagione a ritagliarsi un posto nei playoff: per questo motivo la squadra si è rinforzata con gli innesti del play ex Zalgiris Kevin Pangos - grande protagonista della scorsa edizione - Chris Singleton (dal Panathinaikos) e Kyle Kuric, scorer pazzesco in uscita dallo Zenit. A questi si sono aggregati Jaka Blazic e Artem Pustovyi (imponente centro classe '92 di 2.16 m), che andranno a chiudere un roster che in fatto di talento probabilmente non deve invidiare niente a nessuno. Bisognerà come al solito capire se i giocatori sopra citati sapranno adattarsi all’interno del gruppo. Pesic avrà il difficile compito di plasmare una vera Squadra, che ha perso proprio in estate il suo simbolo, Juan Carlos Navarro, ritiratosi dopo una carriera gloriosa.


OLIMPIA MILANO

Stesso discorso vale per l’Olimpia Milano: il gruppo ha talento da vendere con gli arrivi di tre scorer come Nedovic, James e Della Valle e di due lunghi esplosivi come Brooks e Burns, a cui va aggiunta la sapienza del professor Micov e del conferamato solido duo Tarczewski-Gudaitis; senza dimenticare Bertans e Jerrels. Cinciarini sarà il capitano di una squadra che ha tutto il potenziale necessario per raggiungere i playoff, anche se difficile, come sempre, sarò dimostrarlo in campo.


PANATHINAIKOS

Perse alcune pedine fondamentali come James, Singleton e Gabriel, la compagine greca si è rifatta il look per tentare di raggiungere la tanto agognata Final Four, sfumata nelle ultime sei edizioni ai playoff. Per farlo hanno puntato molto su una vecchia conoscenza milanese, Keith Langford, che nonostante i quasi 35 anni, è ancora un grande realizzatore. Gli arrivi di Deshawn Thomas (dal Maccabi), Ioannis Papagiannis e il ritorno di Stephane Lasme garantiranno atletismo ed esperienza, a cui si uniranno l’estro e la creatività di Nick Calathes. Sulla panchina ancora il genio di Xavi Pascual, che dovrà sfatare il taboo Final Four.


OLYMPIACOS

Anche l’altra storica formazione greca vuole ritornare tra le migliori quattro d’Europa, dopo l’eliminazione a sorpresa ai playoff nella scorsa stagione ad opera dello Zalgiris. A guidare il gruppo ci sarà sempre l’intramontabile Vassilis Spanoulis, che verrà affiancato da due realizzatori quali Zach Leday, secondo miglior marcatore della lega israeliana lo scorso anno, e Nigel William-Goss, ex Partizan. A completare il quadro degli innesti ci sono Janis Timma (la passata stagione al Baskonia), Axel Toupane (in uscita dallo Zalgiris) e Sasha Vezenkov (acquistato dal Barcellona). La squadra farà molto affidamento sui veterani: il centro Milutinov, compagno di Spanoulis nei numerosi giochi a due nonché grande intimidatore sotto canestro, e Georgios Printezis, ormai bandiera e simbolo del club. Hanno invece lasciato il gruppo Bobby Brown - che, arrivato nel febbraio di quest’anno, non ha particolarmente brillato in Eurolega - Jamel McLean (passato alla Lokomotiv Kuban), Brian Roberts (trasferitosi a Malaga) e Kim Tillie (direzione Gran Canaria), oltre a Papapetrou. Se dunque si ha qualche perplessità su una squadra che comunque è sempre riuscita a tirare fuori il meglio di sé anche nelle situazioni più difficili, nessun dubbio si ha sull’allenatore, David Blatt, fresco vincitore dell’Eurocup con il Darussafaka, è probabilmente l’uomo più adatto a questo progetto.


EFES ISTANBUL

Chi invece sembra aver cambiato volto è l’Efes, che dopo il disastro della scorsa stagione vuole provare a risalire la china. Scaricati i tre americani Weems, Douglas e McCollum e conclusa la trattativa per il passaggio di Stimac al Turk Telekom Ankara, la società ha messo le mani su due ottimi talenti, Shane Larkin - la stagione passata ai Celtics - e Rodrigue Beaubois - l’anno scorso al Baskonia. I turchi non si sono però fermati qui: sotto le plance sono arrivati l’ex Barcellona Moerman e il gigante dalla mano educata Tibor Pleiss, mentre negli spot di guardia e ala si sono aggiunti Vasilije Micic, ottimo difensore, e James Anderson, giocatore esperto e buon tiratore ex Khimki. Coach Ataman potrà anche contare sul roccioso centro Bryant Dunston e sul genio di Kruno Simon. Sarà abbastanza per schiodarsi dall’ultimo posto?


KHIMKI MOSCA

Dopo aver raggiunto i playoff la scorsa stagione e aver giocato una post-season di tutto rispetto, per i russi l’imperativo sarà ripetersi. Persi Robinson, Todorovic e Anderson (oltre a Honeycutt, tragicamente scomparso in uno scontro a fuoco con la polizia negli Stati Uniti la scorsa estate), i russi hanno ingaggiato quattro giocatori statunitensi: Dee Bost, ex Zalgiris e Strasburgo, Casey Prather, in passato in Australia e Grecia, Jordan Mickey, ala atletica di 2.03 passato da Nba e D-League, e Tony Crocker, tiratore in uscita dal Tofas. Per il resto coach Bartzokas potrà contare sugli stessi uomini che hanno dato del filo da torcere al Cska nella serie playoff, partendo dal principe Alexey Shved, faro della squadra, fino ad arrivare a Malcolm Thomas. Passare all’Arena Mytishchi non sarà affatto una passeggiata.


BASKONIA

Altra compagine uscita con onore dai playoff la scorsa annata è il Baskonia, che ha sostanzialmente mantenuto la rosa della stagione appena trascorsa inserendo nelle rotazioni "solamente" Shavon Shields, ex Trento autore di una spettacolare finale playoff in Italia, e Darrun Hilliard, ex Nba. Coach Martinez dovrà fare a meno di Beaubois e Timma, ma può contare su un gruppo consolidato e su ottimi giocatori, su tutti Shengelia e Voigtmann. La forza dei baschi sta proprio nei lunghi, che, se sapranno dialogare a dovere con i piccoli, potranno portare lontano questa squadra.


BAYERN MONACO

Ritorna sul palcoscenico cestistico più importante dopo due anni di assenza la compagine bavarese, che ha salutato coach Djordjevic e si appresta a vivere questa Eurolega da vera outsider. Il gruppo ha mantenuto la struttura portante del recente passato, con Barthel e Booker leader tecnici di una squadra che ha accolto a braccia aperte i nuovi acquisti, su tutti Petteri Koponen, ex Barcellona e grande realizzatore. Vedremo dove il nuovo coach Radonjic saprà portare il suo team.


BUDUCNOST

La squadra montenegrina è sicuramente una delle più interessanti di questo torneo, dato che non presenta una vera e propria stella, ma una serie di giocatori “di sistema”. In cabina di regia ci saranno Ivanovic e il nuovo acquisto Craft, passato anche da Trento, che guideranno un gruppo che ha accolto anche l’ex guardia del Barcellona Jackson e l’ala di 2.09 ex Besiktas Earl Clark. Risulteranno fondamentali le doti realizzative di Gordic, anche perché coach Dzikic non potrà più contare sull’apporto di Gibson, Landry e Doellman, rilasciati dal club.


DARUSSAFAKA

La squadra turca, fresca vincitrice di Eurocup, sembra aver perso qualcosa in termini di qualità: hanno lasciato il gruppo pedine fondamentali come Wilbekin, Mvp dell’Eurocup e autore di prestazioni mostruose (passato al Maccabi), il centro JJ Johnson, approdato alla Lokomotiv Kuban, e Howard Saint-Roos, trasferitosi all’Aek Atene, senza dimenticare David Blatt. La società si è dunque mossa per dare al nuovo coach Caki una squadra in grado di competere anche in Eurolega. Presi Jeremy Evans, giocatore atletico con un passato in Nba; Jon Diebler, guardia mortifera da oltre l’arco; Jordan Loyd, grande realizzatore e Ray McCallum, lo scorso anno a Malaga. Basteranno i nuovi innesti per riempire il vuoto lasciato dai gioielli del passato?


GRAN CANARIA

Sarà esordio assoluto in Eurolega per la compagine spagnola, che avrà le sue fondamenta nel duo Oliver-Baez e conterà molto anche sull’apporto della guardia ex Barcellona Rabaseda e dell’imponente centro di 2.17 Balvin. A sostituire i partenti Mekel, Dj Seeley e Aguilar saranno Hannah, play che ha portato Murcia alla Final Four di Champions League, Chris Evans, ex Monaco, e Dj Strawberry, guardia versatile e di esperienza con un passato all’Olympiacos. A completare il tutto ci sarà Kim Tillie, giocatore di esperienza in arrivo proprio dal club greco menzionato poco fa. Dove saprà arrivare il gruppo di Maldonado alla sua prima stagione nella massima competizione europea?


ZALGIRIS
Dopo un’annata ben al di sopra delle aspettative, la società lituana aveva un solo compito: difendere le proprie stelle dagli assalti delle big d’Europa. Il valore aggiunto della squadra è stato trattenuto: si tratta di coach Jasikevicius, che tenterà di guidare ancora i suoi alle Final Four. Non sarà affatto facile, anche perché il talentuoso play Pangos si è accasato a Barcellona e anche due ottimi difensori come Toupane e Micic sono partiti. Il gruppo dunque sarà composto da 7 lituani, tra cui il nuovo acquisto Grigonis - che lo scorso anno con la maglia dell'Alba Berlino ha mantenuto il 47.5 % dall’arco - e 4 americani, tra i quali spicca il nome di Davis, il trascinatore della passata stagione, e gli altri due nuovi arrivati - Wolters e Walkup. Tutto sarà nelle mani di Jasi, che dovrà essere in grado di ricompiere il miracolo.

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