28 Febbraio 2018 di Fabio SacchiBasket

Bobby Brown: la ripartenza si chiama Olympiakos

Il 33enne americano fa ritorno in Europa dopo le esperienze in Cina, Turchia e America: quanto potrà essere utile ai greci, in corsa per l'Eurolega?
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L’Olimpiakos fa sul serio. Lo scorso 22 febbraio il club greco ha ufficializzato l’accordo con Bobby Brown, play statunitense, considerato da molti un lusso per il Vecchio Continente. E non potrebbe essere altrimenti. L’ex-Houston è un attaccante di prima fascia: crea per sé e per gli altri, è un ottimo passatore, infallibile dalla lunetta, grandissimo realizzatore (a testimoniarlo soprattutto è il premio "Alphonso Ford", vinto nella stagione 2012/13 con la maglia di Siena, ovvero sia il premio per il miglior cannoniere dell’Eurolega), è in grado sia di penetrare con grande efficacia fino al ferro - nonostante la stazza (188 cm × 79 kg) - sia di segnare tiri dalla lunga, lunghissima distanza. Un giocatore che in fase offensiva non può essere limitato se non da grandi difensori, che devono essere bravi a pressarlo quando ha la palla e quando non ce l’ha. Gli unici difetti li presenta in fase difensiva: la statura non aiuta e, in un torneo molto fisico, Bobby potrebbe avere qualche problema.

Esperienza- Il nativo di Los Angeles è inoltre un importante innesto per la sua grande esperienza. Ha giocato già in Europa con la maglia dell’Alba Berlino nel 2007/08 - vincendo la Bundesliga e disputando l’Eurocup - con quella del Prokom, dell’Aris Salonicco, dell’Oldenburg e soprattutto con quella di Siena.

Siena - Entrato in punta di pieni nell’universo senese è presto diventato il leader di una squadra in piena ricostruzione, dopo gli addii di Pianigiani e Bo McCalebb su tutti. Brown decise di caricarsi le responsabilità maggiori sulle sue spalle, insieme a Daniel Hackett, e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Se pensiamo a come era iniziata la stagione, probabilmente in pochi avrebbero scommesso sulla Siena di coach Luca Banchi. Invece i biancoverdi riuscirono a portare a casa Scudetto (l’ennesimo) e Coppa Italia, arrivando alle top16 di Eurolega. Il merito in gran parte fu proprio di Bobby Brown, che sfoderò una serie di prestazioni maiuscole. Da ricordare ad esempio quella sul campo del Fenerbache Ulker. 4 gennaio 2013, la Mens Sana sembra la vittima designata dei turchi, che presentano un grande roster, composto da nomi di spicco come McCalebb, Bogdanovic, Sato, Batiste, Preldzic. Nonostante le premesse negative, la Montepaschi affronta la partita nel migliore dei modi, rispondendo colpo su colpo ai turchi. Bobby Brown è immarcabile e mette a segno 41 punti e la schiacciata nel finale che sigilla la vittoria 98-92. Una vera e propria impresa, che rimarrà impressa nelle menti dei tifosi senesi e non solo. E’ la stagione di consacrazione del play americano, visto che, come detto, vincerà l’Alphonso Ford Trophy - 18,8 punti a partita in 24 match.

Oly prima e ora - E i supporters dell’Olympiakos se lo ricordano bene. Sempre nel gennaio 2013, il 18 per la precisione, Siena affronta fuori casa i campioni in carica dell’Olympiakos e tutti danno la Mens Sana di nuovo spacciata. 72-69 a meno di un minuto dalla fine per i greci. Ecco che sale in cattedra ancora quel genio di Brown. Il play prima subisce fallo sul tiro da tre punti e segna i tre tiri liberi che riportano la sfida in parità. Poi, dopo l’errore di Hines, segna il canestro del +2 a 1.7" dalla fine portando alla vittoria Siena. 22 i suoi punti alla fine del match. I tifosi greci si ricorderanno sicuramente di quella sua prestazione.

Bobby 2.0 - Dopo la meravigliosa parentesi a Siena, decise di andare a dominare in Cina per tre anni (2013/2016), precisamente ai Dongguan Leopards - segnando in una partita addirittura 74 punti. Infine, archiviata la breve esperienza al Besiktas, il ritorno in Nba, in cui aveva già giocato dal 2008 al 2010. Ma come nella prima esperienza americana giocò poco, non riuscendo a ritagliarsi uno spazio nella rotazione di coach Mike D’Antoni agli Houston Rockets. Infine i giorni nostri: 22 febbraio e la firma con i greci. Un nuovo punto di svolta nella carriera di questo piccolo grande uomo, che a 33 anni può ancora dimostrare di saper dominare sui più importanti parquet d’Europa.
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