12 Agosto 2016 di Fabio SacchiBasket

Rio 2016: USA meglio di tutti, Australia miglior alternativa

Mentre gli Stati Uniti di Durant & co. passano sopra tutte le avversarie, l'Olimpiade rischia di perdere alcune nobili nazionali come Spagna e Serbia. A sorprendere positivamente però ci sono gli australiani
Picture
Foto tratta da sports.yahoo.com
Una domanda scontata ed un risultato finale che lo sembra ancora di più. Se alla vigilia di questo torneo vi erano pochi dubbi su chi fosse la favorita per l'oro, ora il risultato sembra già scritto. Perché se il Team Usa passeggia nelle prime due uscite (Cina e Venezuela) e vince anche contro la più quotata Australia, la Spagna, etichettata come possibile antagonista, cade due volte consecutive contro Croazia (70-72) e Brasile (65-66) e vince a fatica contro la Nigeria (96-87).

I primi due test per Durant e soci non hanno rappresentato veri banchi di prova, ma comunque hanno mostrato una volta di più il loro potenziale offensivo. 119 punti nella prima uscita e 113 nella seconda. Gli uomini di coach K hanno faticato ad entrare in partita, ma poi il talento è emerso così come accaduto anche nella partita contro i “Boomers”. Dunque, come fermarli? 

Non bisogna farli correre in contropiede. E' risaputo che giocano una pallacanestro veloce, fatta di numerosi passaggi, alley-oop e tiri da tre in transizione; bisogna pertanto farli ragionare, costringerli a creare gioco a difesa schierata. Il Venezuela ad esempio, seppur squadra modesta, è riuscita a limitarli grazie a falli tattici a metà campo, che potrebbero essere una chiave di lettura non indifferente per le future avversarie. 

Il giocatore più in palla è Carmelo Anthony, che proprio contro 
l’Australia è diventato il primo giocatore per punti segnati della nazionale americana, davanti a Michael Jordan e LeBron James. L’ala ha messo a referto 31 punti e 8 assist nella partita vinta con l’Australia ed è stato il vero trascinatore. Senza di lui forse il finale sarebbe stato diverso… .

La domanda che in molti si pongono però è: quale squadra è realmente in grado di mettere in difficoltà gli USA? Già definita la situazione della Spagna, rimangono Argentina, Brasile, Lituania, Serbia, Francia e le due sorprese (anche se il torneo sta dicendo altro) Croazia e Australia.

Per quanto riguarda le sudamericane, l’Argentina si affida alla sapienza dei “quattro moschettieri” (Ginobili, Scola, Nocioni e Delfino), anche se la poca resistenza fisica potrebbe essere un fattore condizionante. Il Brasile dal canto suo si affida all’estro di Barbosa, guardia dei Warriors, che nella seconda parte di gara contro la Lituania ha dimostrato di potersi accendere molto velocemente piazzando da solo parziali decisivi, e ad un reparto lunghi, capitanato da Nenè Hìlario, molto affidabile.

Come da grande tradizione c'è poi la Lituania, che presenta una squadra unita e compatta. 3 vittorie su 3 per gli uomini di coach Kazlauskas, che si conoscono a memoria e hanno in Kalnietis il leader in regia (16 punti e 7 assist con il Brasile, 21 e 12 con la Nigeria, 17 punti con l’Argentina). 

La Serbia, vice campione del mondo, ha faticato e non poco nelle prime tre partite, perdendone addirittura due conto Australia (95-80) e Francia ((76-75). La squadra conta molto sulla genialità di Teodosic e la potenza in post basso di Raduljica, ma anche sul talento di Bogdan Bogdanovic.

La Croazia, che ha condannato l'Italia a stare lontana dai cinque cerchi olimpici, è squadra coriacea, mai doma, che si erge sulle solide basi costituite da Bojan Bogdanovic e Dario Saric. Le due vittorie in tre partite evidenziano come la formazione di Petrovic meriti di essere a Rio. 

La Francia, come la Spagna, sembra in difficoltà. Ne è un esempio la sconfitta di 20 punti contro l’Australia. A dar morale alla formazione di Collet ci sono però le vittorie contro Cina e Serbia, e le prestazioni di uno straordinario Nando De Colo.

Ma la squadra che più di tutte ha impressionato è sicuramente l’Australia. Contro gli USA non è bastata una formidabile prova di Patty Mills (30 punti) per avere la meglio di Irving e compagni, ma fanno morale e punti i due bei successi su Francia e Serbia. La voglia di Dellavedova, fresco campione NBA e autore di una prova magistrale (23+13 assist) nella vittoria con la Serbia; la regia occulta e l’esperienza di Bogut, che nonostante il ruolo porta spesso palla al di là della metà campo e l’eterna giovinezza di Andersen, che a 36 anni lotta come un leone sotto le plance, sono i segreti di una squadra che ora può sognare. 
Ma basterà la voglia e la coesione delle avversarie per superare il talento di team USA?
Gli Autogol su IS
Iscrivi alla NewsLetter!
Sei una promessa dello sport e nessuno lo sa?

Ti chiamano "fenomeno" ma nessuno ti intervista?

Raccontaci la tua storia, lo faremo noi!
Seguici su...
Ricerca
Facebook
Le foto presenti su "intervistasportiva.com" sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione non avranno che da segnalarlo a redazione@intervistasportiva.com e provvederemo prontamente alla rimozione.
The pictures on "intervistasportiva.com" are taken in part from the web, and thus considered to be public. If the subjects or the authors disagree with the publication. They can report that to redazione@intervistasportiva.com. We will promptly remove them.


Licenza Creative Commons
Questa opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia.