25 Ottobre 2014 di Lorenza PaolucciTennis

Federico Luzzi, il ricordo a sei anni dalla scomparsa

Nel 2008 una leucemia fulminante se lo portò via a soli 28 anni. Federico Luzzi era una brillante promessa del tennis azzurro, il mondo della racchetta non lo ha mai dimenticato.
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Foto tratta da www.fedelux.it
Non era un campione, forse lo sarebbe potuto diventare, tanto sembrava fosse custode di un talento raro, dentro un fisico troppo mingherlino per il tennis di oggi. Federico Luzzi se ne è andato via troppo presto, a soli 28 anni, ad Arezzo, nella città che lo aveva visto nascere e muovere i primi passi nel mondo del tennis, quel mondo al quale Federico si sentiva tanto orgoglioso di appartenere. Il 25 ottobre del 2008, poche ore dopo la tragedia, la notizia della sua morte rimbalza in tutti i siti, italiani e non, ed in tutti i notiziari, destando l'attenzione anche di chi non ne conosceva il personaggio. A stroncarlo una leucemia fulminante, il primo pomeriggio di quel sabato, dopo che la sera era entrato improvvisamente in coma. La domenica prima Luzzi era in campo per un match di Serie A con il Tc Parioli, non si sentiva bene ma ha provato lo stesso a scendere in campo, salvo poi ritirarsi.  Sembrava fosse una polmonite, invece le analisi parlarono di leucemia mieloide acuta, una malattia che Federico era pronto ad affrontare di petto, come faceva con i rivali in campo, ma quella volta l'avversario si rivelò troppo forte.

UN TENNISTA BELLO E DIVERTENTE - Luzzi era un tennista divertente, dal gioco vario ed imprevedibile, un ragazzo dalla bellezza disarmante, solare ed amante della vita e di quello sport che era diventato il suo lavoro. "Luzzate", così erano soprannominate le sue giocate, a volte poco consoni alla logica del match ma terribilmente spettacolari. E' stato azzurro di Coppa Davis nel 2001 e nel 2007 e  n.92 ATP. Un brutto infortunio alla spalla e una fin troppo severa squalifica per l'imprudenza di aver scommesso su match di tennis  gli spezzarono i sogni di una carriera da predestinato, quella che i brillantissimi risultati juniores sembravano promettere. 

IL RICORDO DEGLI AMICI E COLLEGHI E L'ASSOCIAZIONE "FEDELUX" - Il ricordo di Federico fin dal giorno seguente alla sua tragica morte, è da sempre vivo nelle parole e nei ricordi di chi con lui ha condiviso tornei e viaggi in giro per il mondo, i colleghi e gli amici di tante battaglie. Tra tutti Potito Starace, l' amico più caro, che definisce "enorme"  il vuoto lasciato dalla scomparsa del tennista aretino: "sarà sempre il mio miglior amico, ho mille ricordi nel cuore". E poi Filippo Volandri resciuto con lui a pochi chilometri di distanza, a Livorno : "Federico era un ragazzo molto intelligente e generosissimo, ha sempre pensato agli altri", e Flavia Pennettache rinunciò ad una storica qualificazione al Master per dargli l'ultimo saluto:  "Aveva un cuore enorme, se mi fosse successo qualcosa lui ci sarebbe sempre stato".
La morte di Federico ha dato vita all'Associazione FedeLux che raccoglie fondi volti a finanziare il  Servizio Medico Domiciliare di Ail Arezzo "Federico Luzzi" ONLUS.
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