10 Ottobre 2014 di Lorenza PaolucciTennis

Provocazioni e risposte, chi ha ragione?

L'episodio che ha visto protagonista Fabio Fognini a Shanghai, è solo uno dei tanti casi di diatribe tra spettatori e giocatori che il mondo dello sport ci presenta
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Foto tratta da sport.sky.it
Il brutto episodio di cui si è reso protagonista Fabio Fognini a Shanghai, il suo gesto di stizza (Fabio ha mostrato il dito medio) verso un pubblico provocatore non è certo un caso isolato, perchè lo sport purtroppo, certe scene le offre spesso. Nel tennis è sicuramente più facile immortalarle dato che in campo c'è un solo giocatore ma le telecamere piazzate oggi giorno ovunque e i video amatoriali sono in grado di denunciare realtà parallele.

FOGNINI COME STROOTMAN, LICHTSTEINER E BALOTELLI - Pochi giorni prima del caso Fognini una situazione analoga è avvenuta nell'avvelenato big match della Serie A tra Juventus e Roma dove il centrocampista giallorosso Kevin Strootman, presente in tribuna perchè convalescente a causa di un infortunio, ha risposto alle provocazioni del pubblico esibendosi nel  gesto dell'ombrello. Nel medesimo "saluto" incappò anche il difensore juventino Stephan Lichtsteiner, nel derby italiano di Europa League Fiorentina-Juventus, rivolgendosi ad un tifoso viola. Lo svizzero giustificò così il suo gesto: "ho risposto solo a chi mi ha augurato la morte". Questi brutti episodi spesso vedono due colpevoli: gli spettatori che forti del proprio ruolo si sentono in diritto di poter dire qualsiasi cosa, e gli atleti che insultati e fischiati pensano di poter reagire a modo loro.

I regolamenti delle varie discipline parlano chiaro: il pubblico non può essere in nessun modo e per nessun motivo insultato. Fognini è stato punito con una multa, stessa sorte toccò nel 2007 all'allora giocatore dell'Inter Balotelli che rispose con un applauso ironico ai fischi ed ai "buu" razzisti dei tifosi del Chievo Verona. Nel calcio si prevedono multe societarie e chiusura delle curve di fronte a reiterati cori contro i giocatori in campo ma mai il diretto interessato può permettersi una reazione.

CHI E' LEGITTIMMATO A FARE COSA? - Ma se i gesti di Fognini e compagni sono inopinabilmente maleducati, il pubblico è legittimato a dire, fare, fischiare, in qualsiasi momento? Lo spettatore ha dalla sua il pretesto di pagare il bilglietto per vedere uno spettacolo degno di tale nome, tanto che nei match di tennis i mugugni iniziano a farsi sentire anche quando un tennista appare svogliato ed incline a far durare poco la partita (vedi la finale di Roma 2013 tra Federer e Nadal). E' vero però che il tennista gioca per se stesso e teoricamente sarebbe libero anche di scendere in campo solo per accalappiarsi l'assegno di ingresso. Sull'argomento intervenne chiaramente Flavia Pennetta qualche mese fa, infastidita da alcune frasi arrivategli dagli spalti durante un match al Foro Italico: "Credono che sono qui per noi e dobbiamo vincere per loro. Ma tutto quello che facciamo lo facciamo per noi stessi dando il 100%". Parole giuste dal suo punto di vista ma il dibattito si riapre se si pensa che i premi partita sono pagati con i soldi che il pubblico spende per assistere al torneo.

Più facile sarebbe trovare una soluzione nell'ambito del calcio: il tifoso frutta le entrate della squadre, i calciatori sono pagati fior di milioni, hanno il dovere di dare il massimo perchè non giocano solo per sé stessi. 

Sul web Fognini è stato massacrato dagli appassionati, qualcuno 
però lo ha anche difeso: lui ha perso, ha vinto il tennista di casa, che senso ha fischiarlo? Se nel mondo del pallone la logica del campanilismo rende lecito ad esempio che un tifoso laziale fischi un calciatore romanista, nel tennis certi comportamenti appaiono piuttosto gratuiti. I calciatori di fatti sono anche maggiormente abituati al "clima da stadio", ma forse ciò che non va più giù nemmeno a loro è sentirsi lanciare offese personali.

UN DIBATTITO DI DIFFICILE SOLUZIONE - Sembra difficile risolvere il dibattito. E' fuori dubbio però che gli insulti da una parte e dall'altra non sono mai cosa gradita ed educata e fin quando ci saranno le provocazioni capiterà sempre di trovarsi di fronte a questi scontri tra spettatori e giocatori.
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