21 Luglio 2014 di Lorenza PaolucciTennis

Federer abdica a Wimbledon, ma è ancora "vivo"

Non c'è l'ha fatta Roger Federer a conquistare il suo ottavo titolo a Wimbledon ma a quasi 33 anni il fuoriclasse svizzero ha dimostrato di essere più vivo che mai
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Foto tratta da sport.sky.it
Il 6 luglio scorso Novak Djokovic e Roger Federer hanno dato vita ad una delle più belle ed emozionanti finali Slam degli ultimi anni. A spuntarla è stato il serbo, per la terza volta in finale ad un Major in questa stagione. Novak partiva favorito, contro il miglior Federer degli ultimi tempi che in pochi però, ad essere sinceri, si aspettavano. Ma lo svizzero sul centrale di Wimbledon è come un bambino nel suo parcogiochi preferito, dove conosce ogni angolo alla perfezione e sa al meglio come domare il compagno di giochi, semplice ospite al quale contendere il premio finale.  

FEDERER SI INCHINA A DJOKOVIC, MA LO FA A TESTA ALTA - Si è arreso, Federer, ad un Djokovic irresistibile, come mai era apparso quest'anno, nemmeno nelle partite precedenti la finale. Dopo la conquista del terzo set da parte del serbo, l'elevetico sembrava sul punto di arrendersi, anche perché l'anagrafe non mente: sulla lunga distanza il sette volte Re di Wimbledon non può reggere contro i primi della classe. Invece trascinato da un pubblico palesemente schierato in suo favore e dall'orgoglio del campione, Federer pareggia i conti trascinando Novak in un quinto set dove tutto sarebbe potuto succedere. Alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte al più giovane ed in questo momento più forte avversario, lo stesso che ha sconfitto a Dubai qualche mese fa, quando tornò a bussare alla porta del tennis d'elitè per dire a tutti "Io ci sono ancora".
E c'è eccome Federer, non è finito e non se ne è mai andato. Ha dovuto fare i conti con l'avanzare dell'età (l'8 agosto compirà 33 anni), con qualche acciacco (vedi i problemi alla schiena) e con un gioco che di conseguenza non bastava più per superare i più forti. All'All England dopo la sconfitta contro Nole, Roger, è apparso come un Re abdicante di un trono che per diritto naturale resterà sempre e solo suo.

PER NOLE LA VITTORIA E' DOPPIA - Djokovic dal canto suo ha meritato di vincere dopo le due finali Slam perse in precedenza a Melbourne e Parigi. Ha dimostrato di essere il vero n.1 del mondo, posizione riconquistata ai danni di Nadal proprio dopo la vittoria londinese. Nella vita del serbo però ci sono altre conquiste importanti, come il matrimonio, avvenuto pochi giorni fa con la fidanzata storica Jelena Ristic, che presto lo renderà papà.

I GIOVANI CHE AVANZANO E "L'USATO SICURO" - Wimbledon ha dato responsi importanti in ottica ATP, confermando che Djokovic è presente e futuro ed i giovani Dimitrov e Raonic, semifinalisti sconfitti rispettivamente proprio dal serbo e da Federer, stanno completando il loro processo di maturazione. Infine Re Roger, lui c'è ancora a deliziarci con un gioco oramai in via di estinzione, la velocità di gamba non sarà più quella dei tempi d'oro, ma la finale londinese ci ha confermato che il tempo di appendere la racchetta al chiodo non è ancora arrivato.
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