4 Giugno 2014 di Lorenza PaolucciTennis

Càmila Giorgi: talento senza raziocinio

Camila Giorgi è la promessa più luminosa del tennis italico. Peccato che l'indubbio talento non sia proporzionato ad un'adeguata intelligenza tattica, che spesso la rende vittima del suo stesso gioco
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Foto tratta da www.ilrestodelcarlino.it
Càmila Giorgi è l'atleta che ogni nazione vorrebbe avere tra le proprie fila. Talento puro, bellezza notevole, carisma che infiamma gli stadi. Bussò alla porta del tennis che conta e all'attenzione degli appassionati, nel 2012 a Wimbledon, quando sconfisse al primo turno Flavia Pennetta, raggiungendo gli ottavi di finale. La sua ascesa è stata frenata da una tendinite alla spalla destra e dal dolore per la morte della sorella Antonella, che nel 2011 la sconvolse a tal punto da farle meditare il ritiro. E' nata a Macerata il 31 dicembre di 24 anni fa, terza di quattro fratelli. Il papà Sergio è argentino di Buenos Aires ed ex militare nella guerra delle Falkland, nonché suo allenatore, la mamma è insegnante di storia dell'arte. Viene indirizzata allo sport sin dalla più tenera età, quando si diletta nella ginnastica artistica, dove viene convocata anche in nazionale. La piccola però vede i fratelli giocare a tennis e capisce subito che quello sarà il suo futuro. A nove anni viene notata dal luminare della racchetta Nick Bollettieri, che la invita ad allenarsi nella sua accademia ma la storia con la Florida sarà una toccata e fuga, causa la docile età di Càmila, non ancora pronta per viaggi così lunghi.

SANGUE MISTO MA CUORE ITALIANO - L'Italia però non sarà mai per la marchigiana patria di allenamenti, da i dieci  a i tredici anni girerà tra la Spagna e Parigi per fermarsi a Miami. Nel bel Paese tornerà solo nel 2013 dopo aver raggiunto l' accordo con la Fit, con il quale papà Sergio in passato non ha sempre avuto rapporti ottimali.
Nonostante le origini oriunde e un'adolescenza da cittadina del mondo, Càmila però non ha mai smesso di predicare il suo amore per l'Italia, la nazione per la quale ha sempre detto di voler giocare. Con la maglia azzurra della Fed Cup ha debuttato in febbraio e difficilmente quel posto le potrà essere tolto dato l'età non più rosea delle veterane, ed un talento, il suo, da abbagliare la vista degli spettatori. Càmila è un'italiana atipica, predilige le superfici veloci, dato il suo tennis aggressivo e potente, fatto di colpi volti a pizzicare le linee imprendibili per le avversarie.

Ha dimostrato però di poter fare bene anche sulla terra. A Roma ha superato al primo turno Dominika Cibulkova, finalista degli Australian Open, e soprattutto ha esaltato il pubblico romano: il suo tennis a tutto braccio e la sua femminilità, nonostante un fisico tirato dai muscoli, deliziano anche i palati più esigenti. 

UN GIOCO CROCE E DELIZIA - Il suo gioco però ha il grave difetto di essere una lama a doppio taglio: può essere la sua forza, ma anche la sua trappola. Càmila ha l'indole a rischiare anche quando non ce n'è alcun bisogno, incappando spesso in un numero incredibili di gratuiti e doppi falli. Cerca poco gli angoli, attaccando quasi sempre al centro del campo, il suo gioco appare privo di tattica e ragionamento e soprattutto sembra mancarle il cosìddetto “piano B”, ossia la capacità di cercare un'alternativa quando le cose non vanno. Lei dice di non essere un'attendista che aspetta l'errore dell'avversaria ma le piace sempre cercare il vincente, il problema è che nel tennis il punto va cercato quando c'è spazio, uno spiraglio e non sempre. Il papà coach non sembra intenzionato a provvedere a riguardo e forse la soluzione giusta sarebbe trovare un allenatore di esperienza e meno sentimentalmente coinvolto.

CAMBIARE PER SPICCARE IL VOLO - La Giorgi ha battuto giocatrici del calibro di Wozniachi e Sharapova, fatto due ottavi di Slam ed ha tutte le carte in regolare per diventare grande. 
Il suo best ranking, n.50 del mondo, non ne misura nemmeno lontanamente il valore, e dato che il papà ne pronosticava da qualche anno l'entrate in top 30, speriamo capisca che è necessario cambiare rotta.
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