19 Marzo 2014 di Lorenza PaolucciTennis

Una Regina nel deserto

Un anno fa proprio ad Indian Wells cominciava a pensare seriamente al ritiro. Oggi su quegli stessi campi Flavia Pennetta ha scritto la storia
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Foto tratta da www.ubitennis.com
Sarebbe stato più semplice lasciare, mollare tutto, molto più semplice. Quando a 30 anni suonati ti dicono che il legamento allo scafo lunare del polso destro è quasi completamente rotto, l'idea del ritiro non può che essere concreta. Flavia Pennetta però non ci stava ad arrendersi così, di fronte ad un infortunio, anche se significava dire basta ad una carriera già ricca di soddisfazioni. E chi lo avrebbe mai detto che il meglio doveva ancora arrivare. I risultati nella prima metà della stagione scorsa non facevano altro che incoraggiare la decisione di appendere la racchetta al chiodo, lo disse pubblicamente: "Se a fine anno sarò 150 del mondo ne trarrò le conclusioni". Aspettava New York Flavia, gli Us Open, il suo Slam, sarebbe stata l'ultima giostra, quella che avrebbe deciso il suo futuro, e proprio li è cambiato tutto. A Flushing Meadows è arrivata una semifinale tanto inattesa quanto rivelatrice del fatto che la brindisina avesse ancora tanto da dare al tennis italiano, troppo per decidere di smettere.  

"IL MOMENTO CHE ASPETTAVO DA UNA VITA" -  Domenica nel rovente deserto americano ha vinto il prestigioso torneo di Indian Wells, il decimo in carriera, il più importante. Prima italiana a vincere un Premier Mantadory, titolo che nel circuito WTA è secondo solo ad uno Slam. "E' il momento che aspettavo da una vita, non ci posso ancora credere", le parole dell'azzurra dopo la vittoria. Per portare a casa il titolo Flavia ha dovuto superare quattro tenniste che la precedevano nel ranking mondiale, tra le quali due vincitrici di Slam, Stosur e Li Na. Quest'ultima, recente vincitrice degli Australian Open,  a Melbourne inflisse proprio a Flavia una sonora lezione ma in California l'azzurra si è vendicata con una prestazione esemplare culminata nel rovescio lungolinea sul match point, il colpo di classe che le ha regalato la finale più importante della sua vita. La semifinale capolavoro contro la n.2 del mondo è stato, di fatto, il vero lasciapassare verso la vittoria che Flavia ha conquistato ai danni di una Radwanska infortunatasi dopo un primo set dominato dall'azzurra. 

DALL'IDEA DEL RITIRO AD UNA NUOVA RINASCITA - E pensare che proprio ad Indian Wells, un anno fa, dopo la sconfitta all'esordio contro l'amica Francesca Schiavone, la brindisina cominciò a pensare seriamente di chiudere con il tennis giocato. Ma la Pennetta 2.0 è una forza della natura, più matura, "con più personalità, più tattica, più palle", si descrive lei stessa. Questo trionfo conferma il feeling speciale che Flavia ha da sempre con il cemento americano: a Los Angeles nel 2009 vinse l'allora più prestigioso torneo, a Cincinnati entrò tra le prime dieci del mondo, a New York ha firmato le sue vittorie più belle e raggiunto la sua prima semifinale Slam. Flavia è sicuramente l'italiana che più di tutte, da sempre, dimostra di avere particolare abilità sulle superfici veloci, spesso tabù per gli azzurri, e conferma ancora una volta di avere un braccio particolarmente caldo quando si tratta di affrontare le top players.

NEL'ALBO DELLE PIU' GRANDI - La vittoria della Pennetta ad Indian Wells da nuova linfa al tennis italiano che ritorna agli onori della cronaca dopo la top ten della stessa Flavia e il Roland Garros di Francesca Schiavone, rubando nei tg nazionali la scena perfino al campionato di calcio. Non solo. Il nome di Flavia nell'albo d'oro del torneo californiano va ad affiancare quello di mostri sacri del tennis mondiale come Serena Wiliams, Steffi Graf e Monica Seles. Sul web per la brindisina sono arrivati complimenti da ogni dove: Rafa Nadal, Kim Clijster, Martina Navratilova, Tania Cagnotto, e tanti altri hanno "cinguettato" su Twitter per applaudire l'impresa dell'azzurra. Questa Pennetta, ora come non mai, se la gioca con tutte e il successo americano è la giusta ricompensa per una carriera giocata sempre ad i massimi livelli. E siamo sicuri che Flavia non si voglia fermare qui.
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