24 Gennaio 2014 di Lorenza PaolucciTennis

Fabio e Flavia: eroi nella terra dei canguri

Gli Australian Open sono stati severi con i colori italiani. A salvare la spedizione azzurra ci hanno pensato Fabio Fognini e Flavia Pennetta, protagonisti di un ottimo Slam nonostante gli acciacchi della vigilia.
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Foto tratta da www.olimpiazzurra.com
L' Australian Open non è mai stato il nostro torneo: tra i quattro Major quello australiano ha sempre visto gli azzurri ai margini e quasi mai protagonisti. Sono partiti in 9, per cercare fortuna nel primo Slam dell'anno: subito fuori Volandri, Schiavone e soprattuo Errani e Vinci. Nel turno successivo abbiamo perso anche Seppi e Giorgi (male) e Knapp (al terzo con la Sharapova). Chi viaggiava invece a cento all'ora erano Fabio Fognini e Flavia Pennetta, avanti sino agli ottavi (il ligure) e sino ai quarti (la brindisina). Entrambi alla vigilia erano in dubbio per infortuni rispettivamente alla gamba e al polso ma i nostri eroi in racchetta sono stati più forti degli acciacchi, dei pochi allenamenti nelle gambe, degli avversari e del caldo tropicale (si sono sfiorati i 44 gradi) che minacciava condizione atletica e psicologica.
 
"BENE ANCHE NEGLI SLAM", FABIO HA MANTENUTO LA PROMESSA - Lo aveva detto il talento di Arma di Taggia, che il suo obiettivo quest'anno sarebbe stato quello di far bene anche nei tornei dello Slam, dove a parte i quarti al Roland Garros del 2011 non ha mai brillato particolarmente. Ma ora che è il n.15 del mondo non può fare il timido in quelli che sono i palcoscenici più importanti per un tennista, soprattutto se vuole entrare nei primi 10. Era tornato in Italia per via di un infortunio alla gamba destra che ne aveva messo a rischio la presenza in Australia dove invece è atterrato e si è spinto per la prima volta in carriera fino agli ottavi di finale. A fermare la sua corsa un Djokovic in versione Play Station, come mima Fabio sorridendo durante il match, per coprire la frustrazione dell'impotenza. Contro il serbo il nostro Davisman ha raccolto solo 5 games ma il suo torneo resta comunque ottimo. Il ligure ha imparato a portare a casa le partite da vincere e ha risposto presente alla prova cemento. Dopo mille scivoloni sta diventando la certezza che il suo talento cristallino esige. Fabio è carino, simpatico, un personaggio da scenate memorabili, deve però trattenersi dagli esagerati ed inutili gesti di stizza in cui spesso cade, potrebbe davvero diventare il simbolo del tennis italiano maschile. Con il suo gioco sa mettere in difficoltà i più forti, su tutte le superfici e la top ten è tutt'altro che un miraggio. Insomma Fabio c'è eccome.

FLAVIA IN CATTEDRA, E' LA PENNETTA MIGLIORE DI SEMPRE - E' nata per essere protagonista, quasi sia un'inclinazione naturale e lo fa con i risultati in campo e non con i tweet su fidanzamenti e separazioni. D'altronde sette mesi fa a Londra lo disse "non mi interessa essere n.150 del mondo... ", da lunedì sarà intorno alla posizione n.22 della classifica WTA e spera nei prossimi mesi di fare una visita in top ten. Anche Flavia, come Fabio, amico e compagno di doppio misto, era in condizioni fisiche precarie alla vigilia dello Slam. La brindisina durante la Hopmancup si era dovuta fermare per un forte dolore alla mano destra, complice l'infiammazione al polso operato. "Sembrava avessi dato un pugno ad una parete, tanto faceva male", le parole di Flavia dopo i primi due turni vinti in Australia. Ha temuto il peggio dopo l'ennesimo stop e un dolore che si può solo gestire e con il quale dovrà convivere anche a carriera finita, "perché senza racchetta non so stare". Per la prima volta Flavia raggiune i quarti in Australia, a Melbourne non aveva mai fatto molto bene, a parte gli ottavi del 2011. Per una volta  non è il cemento di New York (i quarti li aveva raggiunti sempre agli Us open) ad accendere in lei la speranza di una nuova semifinale, dopo quella appunto a Flushing Meadows cinque mesi fa. A spezzarle il sogno ci ha pensato una Na Li ai limiti della perfezione, contro la quale la nostra nulla ha potuto fare, nonostante la sua fama di "ammazza grandi", specie sul cemento. Come per Fabio il torneo di Flavia resta eccellente. La vittoria più importante gli ottavi contro Angelique Kerber, sua bestia nera negli Slam da quando le negò la semi americana nel 2011. Perfetto il primo set contro la tedesca, che ci consegna la Pennetta migliore della sua carriera mai così continua nei Major. Da Wimbledon scorso non si è più fermata, complice la serenità mentale di chi non deve dimostrare più nulla di quanto già dato in passato.

ERRANI, VINCI, GIORGI E SEPPI RIMANDATI - Gli altri azzurri non hanno fatto bella figura ma la stagione è lunga. Sara Errani e Roberta Vinci fuori all'esordio, con la tarantina ancora a secco di vittorie in singolare. Camila Giorgi se vuole diventare la top player che tutti vedono in lei deve imparare a giocare con razionalità e non a rimandare sempre tutto dall'altro lato. Seppi ha compiuto l'impresa di far fuori Hewitt al primo turno per poi perdere contro un avversario alla sua portata come l'americano Donald Young. Andreas ha sempre il soltio vizio, non chiudere per tempo la partita. La stagione comunque è appena iniziata e vedremo cosa ci riserverà.
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