16 Gennaio 2013 di Giacomo LamborizioSci

Ligety e Hirscher prof all’Università dello sci

L'americano e l'austriaco danno spettacolo ad Adelboden per la prima uscita del 2013. Bravo Moelgg, primo dopo la prima manche, ora arriva il bello
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Foto tratta da www.repubblica.it

“L’università del gigante”, così è chiamata la pista Chuenisbärgli di Adelboden, in Svizzera. Il gigante di sabato e lo slalom di domenica sono i tradizionali appuntamenti che hanno aperto il mese delle grandi classiche. Un gennaio che è sempre atteso come il momento più eccitante della Coppa del Mondo maschile che visita le culle di questo sport, le piste più famose e iconografiche. Dopo Adelboden in rapida successione ci saranno i weekend lunghi di Wengen e Kitzbuhel, oltre allo slalom in notturna di Schladming.

IN CATTEDRA I PROF – Spesso le piste da sci in televisione sembrano quasi facili, magia dei teleobiettivi. Succede spesso, mai però quando i gigantisti ad Adelboden imboccano lo stretto canalino verso destra, in contropendenza, che immette sul baratro del muro finale della Chuenisbärgli. Quel muro ti mette il cuore in gola anche seduto in poltrona, mentre le migliaia di bandiere svizzere si agitano e l’urlo del pubblico trascina giù in pochi secondi i grandi interpreti del Gigante più difficile del mondo. Per la prima volta, coronamento di una carriera già straordinaria, a vincere la classica delle porte larghe è stato Ted Ligety, maestro della specialità. Ma questa volta la fortuna lo ha aiutato: un Hirscher mostruoso nella seconda manche stava arrivando con vantaggio superiore al secondo, ma il micidiale muro lo ha tradito facendolo finire sedicesimo e per la prima volta in stagione giù dal podio in una gara tecnica. A inseguire doppietta tedesca con Luitz e Neureuther (sempre più forte anche in gigante), mentre il nostro Moelgg è quarto in rimonta col secondo tempo di manche. Ancora in terra Blardone, l’ultimo azzurro a domare la Chuenisbärgli nel 2005. La speranza è che i debiti che ha accumulato con la fortuna gli vengano ripagati ai Mondiali, dove invece ha sempre fallito, spesso arrivandoci da favorito. Lo slalom è stato reintrodotto solo nel 2000 ma assicura uno spettacolo di pari livello. Hirscher si prende la rivincita sul muro traditore (che lo aveva messo in ambasce anche nella prima manche) e bissa il successo dell’anno scorso con una grande rimonta. C’è poco ancora da aggiungere su questo atleta che a 23 anni è favoritissimo per bissare la vittoria nella Generale pur primeggiando in sole due discipline (impresa ottenuta solo una volta da Tomba, l’unico a lui paragonabile come dominatore delle prove tecniche). A fargli compagnia sul podio, il vecchio leone Mario Matt, che quando sente aria di mondiali si trasforma e a 34 anni andrà a caccia del terzo oro in slalom a 11 anni dalla prima volta; e Moelgg, che in testa nella prima manche ha dovuto limitare i danni ma si porta a casa un altro podio da incorniciare, il sedicesimo di una carriera da splendido regolarista rifiorito a 30 anni dopo anni difficili.

LINDSEY TORNA TINA BALLA – Si è presa un mese di riposo Lindsey Vonn, appurate le difficoltà nelle prove tecniche e la forma micidiale di Tina Maze ha ricaricato le batterie rinunciando alla corsa alla quinta Coppa assoluta per preparare al meglio i Mondiali. Tornava nella due giorni di Sankt Anton, in Austria, località già teatro dei Mondiali 2001 e spettacolare novità per la velocità femminile sulla tecnica pista intitolata al mito locale Karl Schranz. In discesa ha dovuto accontentarsi del sesto posto, ma appariva radiosa all’arrivo a salutare la sorprendente prima volta della giovane connazionale Alice McKennis, prima anche grazie a un pettorale basso fondamentale su una pista piena di neve fresca deterioratasi presto. Piazza d’onore, e agognato primo podio stagionale per lo sci rosa italiano, per Daniela Merighetti, che quando infila una discesa senza troppi errori vale sempre il podio. Solo quindicesima invece, dando l’impressione di essere un leone in gabbia, nelle porte più strette del super-G la Merighetti, comunque migliore azzurra (ma bentornata a punti in velocità Nadia Fanchini!). Super-G che entrerà di diritto nella storia grazie a Tina Maze che dopo una marea di podi riesce a completare il suo personale “grande slam”: è la sesta atleta donna a vincere in tutte e cinque le discipline, va a fare compagnia a miti come Kronberger, Wiberg, Kostelic, Paerson e Vonn. 

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