14 Dicembre 2011 di Marco BarzizzaScherma

Vezzali e Montano ancora sul tetto del mondo

Dietro di loro crescono Di Francisca, Errigo, Cassarà e il chiacchierato Baldini. Alle prossime Olimpiadi saremo ancora quelli da battere
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Foto tratta da blog.panorama.it ©Ansa/EPA
Due italiani sul primo gradino del podio? Accadde anche nel 1912, a Stoccolma, con Nadi e Speciale re del fioretto maschile. Quella delle vittorie azzurre nella scherma è una serie infinita di successi che arrivano fino ai giorni nostri, ai mondiali di Catania (disputati lo scorso settembre), con Vezzali e Montano a guardare tutti dall’alto nel fioretto femminile e nella sciabola maschile. Sono solo gli ultimi acuti di una tradizione che non vede fine e che, in un paese calciofilo come il nostro, non sarà mai sufficientemente apprezzata, purtroppo.

L'URLO DEI GIGANTI - Valentina Vezzali e Aldo Montano sono senza dubbio i più celebri e rappresentativi portabandiera della scherma tricolore. L’una perché incredibilmente vincente (quasi disumana per la capacità di farsi trovare sempre pronta quando conta), l’altro perché oltre a essere un campione, si è fatto conoscere anche per il suo carattere allegro e disincantato (di lui si ricordano le partecipazioni ai reality televisivi, le fidanzate bellissime dalle quali è accompagnato e il fare scanzonato che l’ha sempre messo sotto la luce dei riflettori… e della critica). A Catania, lo scorso 11 ottobre, la loro ultima perla. La 37enne jesina (città dove la scherma è D.O.C.), si è aggiudicata il suo sesto titolo mondiale, battendo la campionessa uscente Elisa Di Francisca (collega e concittadina). Diversa la storia del livornese, arrivato per la prima volta sul tetto del mondo dopo quattro anni senza trionfi individuali e le montagne di critiche per essersi dedicato più alla vita da star che a quella d’atleta. Due personaggi diversi, Valentina e Aldo, ma entrambi vincenti: l’una schiva, dura e all’apparenza fredda, praticamente una macchina da guerra; l’altro caciarone, simpatico, sensibile, ma allo stesso tenace e gagliardo (o come direbbe lui “ganzo”). Insieme, con la vittoria nelle rispettive gare individuali a Catania, sono diventati campioni del mondo e ora, ciò che gli aspetta, sono gli ultimi mesi di preparazione in vista del più importante avvenimento sportivo di sempre, le Olimpiadi, probabilmente le ultime per entrambi.

TUTTE DIETRO ALLA VEZZALI... PER ORA - Una l’abbiamo già citata, Elisa Di Francisca, ma gli schermidori azzurri che salgono le classifiche del ranking mondiale sono tanti. Partiamo proprio dalla Di Francisca, campionessa del mondo uscente e già vincitrice di 4 ori mondiali, 5 europei e una Coppa del Mondo. Jesina classe ’82, sarà la punta di diamante della nazionale di fioretto femminile una volta che la Vezzali darà l’addio alle competizioni agonistiche: le manca ancora una medaglia olimpica. Dietro di lei (seconda attualmente nel ranking italiano assoluto), restando in rosa, c’è Arianna Errigo, che a soli 23 anni ha già collezionato 5 medaglie mondiali (2 ori, 2 argenti e 1 bronzo), e 4 europee (3 ori e 1 bronzo), aggiudicandosi la Coppa del mondo nella stagione 2008/2009. Forse, più della Di Francisca, Arianna è il vero talento della nazionale del futuro, ma deve ancora svezzarsi. I suoi difetti sono la grande emotività e la frenesia, due caratteristiche dettate probabilmente dalla ancor giovane età: limate quello può diventare la numero uno.
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