18 Giugno 2013 di Maurizio MaiocchiRugby

Italia: no rivoluzione, si selezione

Analizziamo il momento della Nazionale, sconfitta sabato da Samoa, attraverso la riflessione di Maurizio Maiocchi, che propone un'idea per creare una selezione azzurra (forse) più competitiva
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Foto tratta da sport.sky.it / Getty
Ecco che ci risiamo, noi italiani: eccessivi ed esagerati dopo ogni partita, che sia una vittoria o una sconfitta. Non solo nel calcio, anche nel rugby! Certo, la debacle di sabato scorso contro Samoa è un risultato davvero pesante, ma a far male non è tanto il 39-10 finale ma -bisogna pur sempre ricordarsi che c'è sempre un avversario in campo - ancora una volta, la mentalità con cui l'Italia è scesa in campo. Abbiamo visto di nuovo una squadra svogliata, priva di energie, senza traccia di tensione o carica agonistica, una fotocopia della brutta nazionale vista per buona parte della partita contro il Sudafrica. Il rugby è uno sport anche mentale, oltre che fisico, e non ci si può permettere di scendere in campo molli (in nessuno sport, figuriamoci nel rugby). Chi dunque si aspettava di rivedere l'Italia combattiva e mai doma del secondo tempo contro gli Springboks, è rimasto deluso.

TANTE CRITICHE MA ZERO SOLUZIONI - La critica ed i tifosi si sono sbizzarriti nei giorni e nelle ore successive alla partita. C'è chi parlava di giocatori già con la testa in vacanza, chi dava tutta la colpa alla stanchezza (come se i giocatori samoani non prendessero anche loro parte ai campionati) e chi inneggiava allo stravolgimento della squadra. Si sa, essere degli sportivi nel nostro paese non è mai facile: si può passare da campioni a bidoni e viceversa nel giro di una partita o due, e il rugby in questo non fa eccezione. La verità, come al solito, probabilmente sta nel mezzo. Non eravamo certo al livello delle nazionali top dopo le due vittorie ottenute nell'ultimo Sei Nazioni, ma non ci siamo sicuramente “imbrocchiti” dopo queste due sconfitte contro avversari di tutto rispetto.

NO RIVOLUZIONE, SI SELEZIONE - Forse chi chiede dei cambiamenti nell'organico non ha del tutto torto, con le dovute precauzioni però. Non avrebbe senso in questo momento stravolgere tutto, perché sbagliare qualche partita è concesso a tutti, però lo stesso Brunel aveva parlato in una recente intervista del bisogno di una maggiore concorrenza tra i convocati. Se diamo un'occhiata alla lista, ci accorgiamo in effetti che sono sempre molto poche le novità rispetto al blocco fisso di giocatori che compongono la selezione azzurra. Andando nel dettaglio, notiamo che il commissario tecnico fa affidamento per lo più sui giocatori della Benetton Treviso e delle Zebre, le due squadre che militano nel Pro 12, la lega che racchiude le migliori squadre di Italia, Scozia, Galles e Irlanda. Una soluzione potrebbe quindi essere provare a formare un piccolo gruppo di giocatori provenienti dal campionato di casa nostra, senza però intaccare il gruppo dei senatori, il quale potrebbe essere ridotto rispetto a quello attuale. Si dice in continuazione che il movimento rugbistico italiano non è all'altezza di quelli esteri, perché dunque non provare a farlo crescere, attingendo magari ad altre squadre? Sia ben chiaro, Benetton e Zebre sono sicuramente le due formazioni più forti del nostro paese, ma siamo sicuri che le riserve di queste due siano tanto più forti dei titolari, ad esempio, del Mogliano e de I Cavalieri (giusto per citare i vincitori ed i finalisti dell'ultimo campionato di Eccellenza)? Provare, almeno in questi test match, non costa nulla.
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