24 Ottobre 2012MotoGp

A Sepang ancora Pedrosa, nel ricordo del Sic

Dani vince il suo sesto GP stagionale, sulla pista che verrà ricordata per la tragica morte di Marco Simoncelli, mancato proprio un anno fa sulla pista malese
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Foto tratta da www.redbull.it
Il week end di Sepang è stata una delle tante occasioni per celebrare Marco Simoncelli, ad un anno dalla sua tragica scomparsa. Una targa fissata alla curva 11 del circuito della Malesia, quella che gli fu fatale, renderà indelebile il suo ricordo nel corso del tempo. Tutti i piloti hanno partecipato alla cerimonia e hanno realizzato con maggior consapevolezza che il vuoto lasciato nella MotoGP dal Sic è davvero molto grande, e non solo per il suo grande talento. Occhi lucidi, dunque, e abbracci. Poi un saluto verso il cielo, un applauso e ognuno ai propri posti, che c'è una gara da disputare.

ANCORA DANI - L'ha vinta Pedrosa, ancora una volta. La sua sesta vittoria stagionale, quinta in sei gare. Un successo che conferma nuovamente che è lui attualmente il pilota più veloce. E ne è consapevole anche Lorenzo, che sul circuito giapponese (e non solo lì) ha capito che non avrebbe mai potuto reggere il ritmo del suo diretto rivale. Menomale che è arrivata la pioggia battente – che ha interrotto la gara al quattordicesimo giro dei venti previsti – altrimenti anche Stoner, giunto terzo, avrebbe sorpassato il majorchino alla bandiera a scacchi; che invece non ha mai sventolato.

LORENZO IL RAGIONIERE - Ma Lorenzo non ha bisogno di primeggiare. Deve fare il "ragioniere", amministrando il vantaggio che è riuscito a costruirsi fino ad ora. Ha dalla sua parte la classifica: i punti che separano ora i due pretendenti al titolo sono 23 e ci sono ancora due GP da disputare (50 punti in palio). Domenica si corre in Australia, per la precisione a Phillip Island, e sarà più di tutti Stoner a voler fare bene: sarà la ultima apparizione davanti al proprio pubblico. Lorenzo e Pedrosa sono avvertiti.

IL FUTURO E' DIETRO L'ANGOLO - Sono avvertiti anche tutti quelli che con la lotta al vertice non hanno nulla a che fare. A partire da Dovizioso fino ad arrivare a Rossi e Hayden. I giochi sono fatti, anche in chiave mercato. È inevitabile pensare al futuro. Ciononostante il finale di stagione non sarà affatto snobbato, c'è sempre voglia di far bella figura. Dovizioso è consapevole che salirà solo altre due volte sulla Yamaha prima di passare in Ducati, ma vorrà comunque dimostrare a tutti i suoi progressi e la sua maturazione professionale. Crutchlow invece resta, e dovrà lavorare anche per sviluppare una moto migliore per la prossima stagione. Discorso diverso per Valentino, mai a suo agio sulla Desmosedici. È ormai chiaro a tutti che le Ducati meglio di quel che hanno fatto fino ad ora non possono proprio fare. Il problema probabilmente è più di Hayden, che nel 2013 continuerà a guidare la rossa, sperando che le novità attese possano renderla più competitiva.
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