2 Marzo 2012Hockey

Hockey sport di nicchia? Colpa delle istituzioni

Campionati federali solo in settentrione, ma in tutto lo stivale c'è chi ama questo sport e lo pratica a proprie spese. Un viaggio all'interno di un mondo che in pochi conoscono
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Andrea Sala, portiere Milano Chiefs
Cominciamo dicendo che l’hockey ghiaccio è lo sport di squadra più veloce che ci sia e va smentita la leggenda che si tratti di uno sport violento. Un punto dal quale è giusto partire, che riprenderemo più avanti. Siamo arrivati alla seconda parte della stagione che riguarda i due principali campionati di hockey ghiaccio italiani. Serie A e A2 stanno per dar vita a playoff e playout. Partendo da questo, analizziamo come sta andando in questi anni l’hockey in Italia, in tutte le sue sfaccettature. Questo sport sta vivendo un momento di transizione molto lungo e, per ora, non si intravedono spiragli di crescita. Non parliamo di tornare come ai tempi d’oro degli anni novanta, quando c’erano addirittura due squadre milanesi e pubblico numeroso all’Agorà, ma cercare di andare oltre a qualche misero trafiletto sui giornali sportivi (dove appaiono solo risultati e classifiche), oppure avere spazio solo per qualche avvenimento che con lo sport non c’entra nulla. La crisi economica attuale non dà certamente una mano e non permette a persone appassionate di investire del denaro per far uscire dall’empasse l’hockey. Un punto di partenza, però, potrebbe essere la presenza del Milano nella prossima edizione della KHL (Kontinental Hockey League), il più grande campionato europeo, simile a quello giocato oltre oceano. Questo potrebbe dare una scossa al movimento, fermo, che non riesce a sfondare in altre regioni d’Italia se non nel settentrione. Se diamo uno sguardo infatti ai vari campionati ufficiali, quelli gestiti dalla Federazione Italia Sport Ghiaccio, notiamo che sono presenti cinque campionati principali. Dalla Serie A alla A Femminile, questi tornei raggruppano 40 squadre, di cui Milano, come città “ospitante”, risulta essere quella più a sud.

UNO SPORT DA RICCHI, FATTO DA POVERI -
Facendo delle considerazioni, si può dire che l’hockey ghiaccio italiano è una realtà a due facce. Se si guarda quella ufficiale ed istituzionale, sotto la Federazione sport ghiaccio, s’intuisce che il movimento hockeistico si svolge prevalentemente nelle regioni settentrionali e non si vedono segnali o interessamento da altre parti del paese, dove peraltro sono presenti varie sedi federali. Invece, scavando e cercando più profondamente nelle varie realtà italiane, si scoprono cose molto interessanti. Ci sono tanti tifosi, appassionati e gente vogliosa di divulgare il verbo “hockey” in tutto lo stivale. Si scopre che lo sport di squadra più veloce al mondo è seguito dal Trentino fino alla Sicilia. La maggior parte di queste persone fanno parte di squadre amatoriali che a proprie spese o con qualche sponsor cercano di far conoscere a molti questo sport.
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