16 Giugno 2015 di Dario BuzzoniFormula 1

Nico Hülkenberg, il nuovo eroe di Le Mans

Il talentuoso pilota tedesco dimostra ancora una volta il suo valore: al suo debutto nel mondo dell'Endurance, vince la celebre 24 Ore di Le Mans a bordo di una Porsche prototipo
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Nico Hülkenberg, pilota Force India in Formula 1 (dal web)
E’ RICONOSCIUTO da tutti gli addetti ai lavori come uno dei piloti più forti nel motorsport a livello internazionale, e se il mezzo a sua disposizione lo consente lui lo dimostra in maniera limpida: al suo debutto nella più famosa e prestigiosa gara endurance di automobilismo, la 24 Ore di Le Mans, Nico Hülkenberg ha centrato una vittoria storica, insieme ai suoi compagni di equipaggio Earl Bamber e Nick Tandy. L’edizione numero 83 della storica gara di durata ha visto un vero trionfo della Porsche, tornata alla vittoria dopo 17 anni sulle curve francesi e autrice di una doppietta grazie al secondo equipaggio – dove si è ben comportato anche un certo signor Mark Webber – lasciando solo il terzo gradino del podio alle Audi che dominarono le ultime edizioni. Dei tre piloti vincitori, due provengono dal vivaio prototipi Porsche mentre il solo Hülkenberg è impegnato in Formula 1 con la Force India.

CORSI E RICORSI – Per ritrovare un pilota di Formula 1 in attività che nella stessa stagione abbia disputato questa celebre gara, è necessario tornare al 2009 con Sebastien Bourdais, all’epoca driver della Toro Rosso e oggi protagonista nella IndyCar americana, che ottenne un ottimo podio arrivando secondo. Ma se vogliamo trovare un pilota che abbia vinto la 24 Ore di Le Mans prima di Hülkenberg, il salto indietro nel tempo deve arrivare fino al 1991, con Johnny Herbert (al'epoca pilota Lotus) che vinse quell'edizione con una Mazda, e prima ancora al 1978, quando Didier Pironi lasciò per un week end la sua Tyrrell di Formula 1 per salire su una Renault endurance e tagliare per primo il traguardo, con il connazionale Jean-Pierre Jaussaud. A conferma che correre a Le Mans non è da tutti.

IL PILOTA TEDESCO ha dimostrato così per l’ennesima volta la sua velocità e abilità di guida, già vista in numerose occasioni negli anni scorsi in Formula 1, dove non ha mai avuto un mezzo davvero adeguato alle sue capacità: dalla Williams del debutto nel 2008 ad una Force India dallo sviluppo incerto, passando per l’annus horribilis di una Sauber disastrosa (2013) per poi tornare in Force India, dove ancora oggi è impegnato. Nello scorso inverno, il nome di Hülkenberg è stato spesso associato alla Ferrari quando ancora non era chiaro chi avrebbe guidato quest’anno le Rosse di Maranello. E’ uno dei pochi a correre in Formula 1 senza grandi sponsor, quindi solo grazie alla sua abilità, e vista la gavetta che può includere nel suo c.v. ci mancherebbe anche: campione karting tedesco nel 2003, campione karting assoluto l’anno dopo, campione in Formula BMW nel 2005, trionfatore con la squadra tedesca nell’A1 Grand Prix 2006-2007, campione nella F3 Euro Series nel 2008, campione nella GP2 nel 2009 nell’anno del debutto in categoria (primato che oggi spetta solo a lui e a un certo Lewis Hamilton). Scusate se è poco.

LA VITTORIA di Le Mans conferma ulteriormente le doti brillanti di Hülkenberg e offre allo stesso tempo qualche spunto di riflessione. In un ambiente competitivo e duro come quello delle gare Turismo / Endurance, che però è molto più sereno e rilassato della Formula 1 di oggi, Nico centra il bersaglio al primo tentativo. Se prima di Le Mans aveva già qualche contatto al di fuori della Formula 1, ora le possibilità di correre e vincere altrove si moltiplicano, perché una vittoria netta come la sua alla 24 Ore è un’ulteriore vetrina mondiale, che può aprire porte sulle altre categorie principali del motorsport automobilistico, dal DTM alla IndyCar. Campionati combattuti fino all’ultima curva e piuttosto meritocratici, dove quasi mai troviamo piloti poco capaci (eufemismo) che ti passano davanti e arrivano a guidare auto discrete solo perché portatori sani di borse di dollari, invece di talento, come invece è accaduto troppe volte nella Formula 1 di questi anni, chiedete a Nico che ne sa qualcosa.

UN TALENTO PURO come quello di Hülkenberg si merita di restare in Formula 1 senza poter entrare in un vero top team? La popolarità che può darti il campionato più famoso al mondo vale questa tortura? Invece di poter correre in un’altra categoria dove può dimostrare il suo valore ai massimi livelli, essere regolarmente pagato e vivere senza la pressione e lo stress che oggi rendono il Circus quasi invivibile? E dall’altra parte, un mondo come quello della Formula 1 di oggi, oppresso da dubbi economici e organizzativi, dove sponsor pesanti e paganti passano davanti alla capacità di piloti emergenti, si merita la bravura di piloti come Hülkenberg?
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