24 Luglio 2014 di Dario BuzzoniFormula 1

La corazzata tedesca

Quest'anno in Formula 1 si parla decisamente la lingua di Kant e Goethe, merito di una Mercedes che ha lavorato su tutti i fronti e ora raccoglie vittorie a mani basse nella sfida dei motori turbo
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Rosberg, Bottas, Hamilton sul podio dell'ultima gara in Germania (dal web)
Al giro di boa del Mondiale 2014 abbiamo assistito all’ennesima prova di forza da parte della Mercedes, e in verità nel gran premio di casa potevamo solo aspettarcelo: se all’ Hockenheim-ring, di fronte al proprio pubblico, qualcosa fosse andato storto per le Frecce d’Argento, l’immagine della scuderia ne avrebbe di certo risentito. Sì, ma giusto quella: per perdere questo campionato, i tedeschi dovrebbero davvero impegnarsi con metodo e rigore scientifico.

PROVA A PRENDERLI – Il vincitore Rosberg non è mai stato realmente impensierito dagli altri avversari, il suo compagno di squadra Hamilton ha compiuto una rimonta da cineteca finendo terzo (partendo ventesimo), i distacchi finali con i diretti inseguitori sono a dir poco abissali. Sorvoliamo sulle classifiche piloti e costruttori, che diventano più appassionanti solo se consideriamo il campionato parallelo degli “umani”, cioè dei non-Mercedes. Più che una scuderia, quella di quest’anno è una vera armata, preparata nei dettagli per entrare di prepotenza nella turbo-rivoluzione della Formula 1. Avete presente il calcio in Germania, come è stato ri-organizzato negli ultimi anni? La vittoria all’ultimo Mondiale è un’altra dimostrazione del metodo e della tenacia tipiche tedesche, lavoro duro e metodico che alla fine paga. Se lo ricordano bene anche a Maranello, dopo alcuni anni di “purgatorio” Kaiser Schumacher e tutta la squadra arrivarono ai loro meravigliosi risultati proprio in questo modo.

GLI ALTRI INSEGUONO – Sia le stesse Mercedes che le altre scuderie equipaggiate con i motori tedeschi sono partite con un vantaggio pazzesco fin dall’inizio del Campionato, la sostanza è tutta lì: anche se in qualche caso hanno avuto problemi di affidabilità, i costruttori di Stoccarda sono stati quelli che meglio hanno letto ed interpretato il nuovo regolamento tecnico, mentre Renault e Ferrari, impegnate fino all’ultimo duello nel 2013, hanno perso tempo o comunque organizzato male il lavoro di progettazione in prospettiva futura, con il risultato che arrancano inseguendo i tedeschi volanti. 

NIKI, PER CORTESIA ... – Certo che se anche il presidente onorario della stessa Mercedes ne mette del suo, gli umori a Maranello non possono certo migliorare. Fin dai tempi in cui guidò lui stesso una Ferrari, Niki Lauda è sempre stato schietto e a volte fin troppo diretto nelle sue affermazioni. Ma caro Niki, non potevi pretendere che un’ingenuità come la frase che ti è sfuggita nella tua ultima intervista agli spagnoli di “El Pais” passasse inosservata: se definisci la Ferrari di quest’anno una “macchina di merda”, come minimo la frase fa il giro del globo in un attimo, e infatti così fu. Poi per carità, le tue scuse sono state altrettanto sincere e schiette, e comprese da tutti visto che il tuo modo di fare è sempre stato molto diretto, però insomma... Noi intanto ci permettiamo una tirata d’orecchie a chi ha estratto una frase per stravolgere mezza intervista (signori colleghi di “El Pais”, non si lavora così) e un plauso a Marco Mattiacci, team principal della Ferrari, che ha intelligentemente buttato subito acqua sul fuoco (“non commento un titolo sensazionalistico estrapolato dal contesto”) di una polemica che avrebbe solo dato fastidio a tutti nell’ambiente.

SEMPRE PIU’ DURA– In ogni caso, le prossime gare europee saranno l’ultimo appello per le inseguitrici, per capire se vale ancora la pena lavorare sui dati a disposizione quest’anno o tirare i remi in barca e cercare di sviluppare con più anticipo possibile i progetti per il 2015. Dura da digerire, ma intanto è così. Domenica prossima si correrà in Ungheria, presso l’Hungaroring di Budapest, dove di solito le temperature sono alquanto torride e potrebbero impensierire, almeno per una gara, la corazzata tedesca – i pochi problemi avuti fin qui dalla Mercedes si sono infatti verificati nelle gare con clima più caldo e umido. In ogni caso, speriamo comunque di vedere ancora sorpassi e duelli, numerosi e appassionanti, come quelli visti in Germania: un vero spettacolo.

BIENVENIDO MEXICO – L’annuncio della settimana ha fatto sicuramente piacere ai tifosi di Formula 1 del centro America: 23 anni dopo l’ultima edizione datata 1992, dal 2015 tornerà a disputarsi il Gran Premio del Messico, sul rinnovato circuito Hermanos Rodriguez della capitale, Città del Messico. Si prospetta quindi un nuovo calendario a 20 gare per il prossimo anno, gli appassionati ringraziano.
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