27 Luglio 2014 di Andrea MauriCiclismo

Lo squalo giallo

Dopo sedici anni un italiano torna sul gradino più alto del podio del Tour de France: Vincenzo Nibali si è aggiudicato la 101esima edizione della Grand Boucle davanti ai francesi Jean Christophe Peraud e Thibaut Pinot.
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Vincenzo Nibali sul podio del Tour de France 2014
Dopo sedici anni un italiano torna sul gradino più alto del podio del Tour de France. Vincenzo Nibali si è aggiudicato la 101esima edizione della Grand Boucle battendo facilmente i transalpini Peraud e Pinot dopo che i suoi diretti rivali, Froome e Contador, sono stati costretti al ritiro a causa di due cadute. Nibali dunque riporta in Italia la maglia gialla dopo il successo del 1998 dell' indimenticato Marco Pantani, e lo fa con autorità in un Tour dominato dall'inizio alla fine.

IL SUO TOUR – Il Tour di Nibali parte in Italia il 28 giugno al campionato nazionale italiano con la sua prima vittoria stagionale. Lo si è visto subito che quella vittoria valeva molto più della possibilità di indossare il tricolore in Francia; l'esplosione avuta al traguardo dopo aver battuto il neo professionista Formolo è stata la liberazione dalle tensioni e al tempo stesso la risposta alle molte critiche ricevutedurante la prima parte dell'anno, soprattutto dal suo team manager Alexandre Vinokourov, per la vittoria che stentava ad arrivare. 
Arrivato alla partenza della corsa francese il suo percorso è segnato da tre punti focali. Appena arrivato è stato oggetto di critiche per la maglia tricolore fornita dalla sua squadra, l'Astana, perchè la bandiera italiana è stampata in orizzontale e sembra più quella dell'Ungheria che il tricolore nostrano, lui però risponde con il primo dei tre segnali: la vittoria a Sheffield. Nella piccola Liegi Nibali si inventa un numero da finisseur navigato partendo a 2 chilometri dall'arrivo mentre il resto del gruppo, compresi Froome e Contador, si guardava in faccia. Tappa e maglia
Il secondo momento topico è nella tappa del pavè.  E' la quinta frazione del Tour ed è una prova atipica poiché contiene molti tratti in pavè, caratteristica principale della Parigi-Roubaix, ma non certo del Tour. Ad inizio tappa Chris Froome cade rompendosi il polso ed è costretto al ritiro, Nibali invece accelera sulle pietre lasciando indietro Contador. Al traguardo avrà guadagnato 2'37” sullo spagnolo della Saxo, un buon margine, ma non abbastanza per considerare chiuso il discorso visti i chilometri e le montagne che mancano a Parigi. Ed ecco che arriva l'ultimo momento chiave per Nibali: è la prima vera tappa di montagna, quella con arrivo a Planche des Belles Filles. Il giorno prima lo squalo dello stretto ha dovuto cedere, in salita, tre secondi a Contador per un errore nella cambiata negli ultimi 50 metri, l'ascesa finale sarebbe stata la prova del nove per Vincenzo, ma il fato ha deciso al posto delle loro gambe. A novanta chilometri dal traguardo il pistolero è vittima di una caduta in discesa che gli procura la frattura della tibia destra e lo costringe a sedersi in ammiraglia e ad alzare bandiera bianca di fronte a Nibali che nel frattempo vinceva alla Planche. Da lì in poi per Nibali si è trattato di amministrare il vantaggio sugli avversari rimasti in corsa e questo gli ha permesso di correre molto più concentrato gestendo le energie. Oltre alle due vittorie già citate, il messinese ha vinto anche sulle Alpi, a Chamrousse, e sui Pirenei ad Hautacam. Quest'ultima è stata una netta prova di forza nei confronti dei suoi avversari, staccati a dieci chilometri dal traguardo, ai piedi della salita, con uno scatto secco in risposta a Horner, che a settembre gli aveva portato via dalle mani la sua seconda Vuelta.

STATISTICHE - Nibali è il decimo corridore italiano a vincere il Tour de France e lo fa dopo sedici anni dalla vittoria del compianto e indimenticato Marco Pantani. Ed è proprio alla mamma di Pantani, Tonina, che Nibali dedica un pensiero alla fine della penultima tappa promettendo di riportare a Cesenatico la maglia gialla del suo Tour, dopo che la signora Pantani gli aveva donato quella del pirata come porta-fortuna. 
Oltre a farlo diventare il decimo italiano a vincere il Tour, questa vittoria permette a Nibali di entrare di diritto nell'olimpo dei grandi del ciclismo. Sì, perchè ora Nibali può vantare nella sua personale bacheca tutti i trofei dei tre grandi giri (Vuelta, Giro e Tour) che vanno a formare la tripla corona. Solo in cinque prima di lui erano riusciti ad ottenerla: Bernard Hinault, Jacques Anquetil, Alberto Contador, Eddy Merckx e Felice Gimondi. 
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