11 Maggio 2012Ciclismo

Giro d'Italia: Phinney conquista tutti

L'americano, che ama l'Italia e parla bene il dialetto veneto, è stato il primo grande protagonista della corsa rosa: dalla vittora alla sfortuna. Poi il solito Cavendish e il caso Ferrari
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Foto tratta da www.ciclonet.it
La prima settimana del Giro d’Italia ha visto tre protagonisti indiscussi della corsa rosa: il bello, il brutto e il cattivo, che sono rispettivamente Taylor Phinney, Mark Cavendish e Roberto Ferrari. Naturalmente non ci riferiamo a Cavendish come “brutto” nel senso estetico del termine, ma semplicemente perché da “brutto anatroccolo”, quel corridore che con la maglia di campione del mondo prende parte alla Milano-Sanremo da favorito e si stacca a 90 km dal traguardo, è tornato ad essere più che competitivo: due sono i successi conquistati dall’iridato e se non fosse stata per la famigerata caduta di Horsens, forse sarebbero stati tre. Ma quel giorno Matthew Goss è sembrato comunque imprendibile.

LA CADUTA DI HORSENS -
Nell’ultima tappa danese il gruppo si è letteralmente posto in trincea contro Roberto Ferrari. L’uomo della Androni-Venezuela stava cercando di fare lo sprint finale, ma con una manovra sciagurata a più di 60 km orari ha letteralmente travolto Mark Cavendish, che ha anche rischiato di essere investito da altre biciclette. Il campione del mondo ha tagliato il traguardo con delle brutte escoriazioni, ma verso sera, mentre i corridori prendevano l’aereo per tornare in Italia, su Twitter sono volati messaggi poco carini nei confronti di Ferrari, su tutti quello di Alessandro Ballan, che ha voluto ricordare allo sprinter della Androni che a casa ha moglie e figli e che quindi ci tiene alla propria incolumità fisica.

IL BEL “VENETO” -
Purtroppo nel ciclismo succede anche questo, e nella caduta è rimasto coinvolto anche l’allora maglia rosa Taylor Phinney, che abbiamo soprannominato “il bello”: è un ragazzo di 22 anni, alto più di un metro e novanta, americano, ma conosce bene l’Italia e parla anche il dialetto veneto. Un uomo che ha fatto subito breccia nel cuore dei tifosi, e che ha perso la maglia rosa nella cronometro a squadre a causa di un fuoristrada in un punto cruciale. Phinney ha vinto la cronometro iniziale, ma da quel giorno in poi la sfortuna si è abbattuta su di lui: ogni giorno ne ha avuta una, prima un problema meccanico e poi tante cadute. Purtroppo l’americano ha dovuto abdicare a Verona a vantaggio del lituano Navardauskas, ma gli applausi per lui sono sempre assicurati. E chissà che in futuro non venga in Italia per fare incetta di successi. Il Giro d’Italia però è solo all’inizio. Gli uomini di classifica devono ancora dire la loro. E già nel week end ne vedremo delle belle con le prime salite.
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