4 Maggio 2012Ciclismo

Giro d'Italia al via, senza l'ombra del doping

Dopo anni la corsa rosa parte senza voci di atleti dopati, il che fa ben sperare per presente e futuro del ciclismo non solo italiano. Ma i giornali non se ne occupano...
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Foto tratta da fuoridibici.wordpress.com
Finalmente ci siamo: dopo tanti programmi, previsioni, pronostici, aspettative varie e maglie blu, il Giro d’Italia 2012 scatterà da Herning, in Danimarca, nella giornata di domani. “La corsa più bella del mondo nel Paese più bello del mondo”, come è stata definita da molti, inizierà per la nona volta dall’estero: una scelta che ha fatto discutere non poco addetti ai lavori e semplici appassionati, soprattutto perché le zone del sud verranno toccate solo marginalmente dalla corsa rosa. Dopo le prime tre tappe danesi, infatti, il Giro ricomincerà da Verona dopo un giorno di riposo con una cronosquadre, e si scenderà verso l’Abruzzo dove ci sarà la prima insidia altimetrica, l’arrivo in salita di Rocca di Cambio. Ma sarà solo il primo impegno davvero importante, perché il giorno dopo, sabato 13 Maggio, si sale verso Lago Laceno, altro arrivo in salita molto insidioso. Molto probabilmente sarà però il secondo fine settimana di corsa a dare lo scossone decisivo alla classifica generale: gli arrivi di Cervinia e di Pian dei Resinelli non lasceranno infatti scampo a chi non ne ha in salita, così come succederà sabato 26, quando le asperità dello Stelvio decideranno chi sarà il vincitore della maglia rosa prima della cronometro conclusiva di Milano.

CI SONO I BIG -
Non si dica che è un Giro povero di big: Ivan Basso, Damiano Cunego, Michele Scarponi e Frank Schleck compongono sicuramente un poker da favola per la corsa rosa. Senza calcolare che a fare lo spettacolo nelle corse a tappe non è solo la classifica generale: spesso sono anche i velocisti a farci appassionare, o le fughe da lontano in giornate che sembrano transitorie. E così diamo spazio al campione del mondo Mark Cavendish, all’ex iridato Thor Hushovd, ai giovani Andrea Guardini e Sacha Modolo. Non si vive solo di classifica generale, ma anche di successi parziali, soprattutto nella prima settimana.

SENZA DOPING -
Ma la nota più importante di questa partenza del Giro d’Italia è sicuramente il fatto che non sono esplosi casi di doping (almeno non ancora). Fino a qualche anno fa, infatti, alla vigilia di un Tour o di un Giro, capitava spesso che alcuni corridori venissero invitati a non partire. Stavolta invece è arrivata una notizia “contraria”, se non addirittura incoraggiante dal punto di vista della lotta al doping. Mercoledì sera è infatti stata diramata la notizia secondo la quale è stato dichiarato illegittimo il provvedimento preso dalla Federazione Ciclistica Italiana di non far concorrere alla conquista della maglia tricolore e della maglia azzurra i corridori che hanno scontato una squalifica per doping di almeno sei mesi. Una lieta novella che purtroppo non è stata evidenziata molto dai giornali e gli esperti di ciclismo non se ne meravigliano: quando viene trovato il dopato vengono dedicate a lui le aperture di tutti i giornali, se invece non c’è il ciclismo viene messo in ultima pagina. Ma è comunque incoraggiante: chi ha scontato una squalifica deve essere reintegrato, e deve anche correre per la nazionale, altrimenti non avrebbe senso un suo reintegro all’attività. E chissà che la corsa rosa non ci dia qualche indicazione per altri impegni futuri, magari per i giochi olimpici.

Buon Giro a tutti!
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